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"Signora Presidente, onorevoli colleghi, la ricetta economica della Commissione nasce per l'ennesimo anno da tre principi sbagliati: l'austerità, con le parole disciplina, rigore e stabilità messe ovunque; riforme sconsiderate, senza valutazioni d'impatto adeguate; e i famosi investimenti privati, che però senza lo stimolo pubblico rimangono inconsistenti. Una ricetta economica fallimentare, senza senso comunitario, che impone ancora fortemente il volere tedesco. Per opporsi a questa ricetta non basta dire "no" all'austerità, ma bisogna essere onesti intellettualmente e mettere in discussione lo strumento monetario attraverso il quale si obbligano gli Stati ad applicare queste politiche sbagliate, calpestando continuamente le Costituzioni nazionali. La cessione di sovranità monetaria è il peccato originario e riprendersela è l'unico modo concreto per lottare a testa alta contro l'austerità e riportare sui principi fondanti l'Unione e salvare l'Europa. Ad oggi abbiamo due esempi chiari di potere contrattuale: quello forte di chi non ha l'euro, come l'Inghilterra, che potendo autodeterminarsi economicamente viene a Bruxelles a trattare da protagonista, ponendo le condizioni, e quello debole di chi ha ceduto le politiche economiche adottando l'euro e quindi è obbligato a fare quello che dicono Bruxelles e Francoforte, elemosinando flessibilità e subendo schiaffi ed ingiustizie nell'applicazione delle regole. Grecia ed Italia sono i due esempi più concreti e lampanti. Parlo di ingiustizia perché da quasi vent'anni abbiamo una moneta che è espressione non di una vera area valutaria, ma di un vincolo di cambi fissi tra 19 Stati con profonde e radicate differenze economiche e sociali. Lo diciamo in ogni relazione sui temi economici da quando siamo entrati in questo Parlamento: ogni giorno, da troppi anni, tedeschi e olandesi sfruttano il cambio fisso sottovalutato per le loro economie e si arricchiscono registrando record di surplus sulle partite correnti nella bilancia dei pagamenti. La Commissione temporeggia e non fa nulla di concreto, applicando in modo troppo lento e progressivo la procedura per gli squilibri macroeconomici. La Commissione si è mossa negli anni solo per bacchettare i paesi mediterranei già in difficoltà, i quali sono costretti a svalutazioni interne, intrappolati nell'impossibilità di far fluttuare i cambi per colmare il divario. Lo ha dovuto ammettere anche qualche settimana fa il ministro delle Finanze italiano Padoan. In più ci sono decenni di studi economici che dicono quello che sto dicendo adesso. Purtroppo ancora una volta il tema del surplus tedesco non sarà chiaramente affrontato di petto nel testo che voteremo, anzi, per alcuni versi possiamo dire che verrà esaltato positivamente. C'è la speranza di un nostro emendamento per inchiodare la Germania, l'Olanda e la Commissione; vedremo chi voterà o chi continuerà a sostenere un compromesso al ribasso con il PPE e a nascondere l'evidente irrazionalità e disparità di trattamenti di questa Unione monetaria."@it2
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