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"Signora Presidente, onorevoli colleghi, nel quadro delle relazioni tra l'Unione europea e i paesi nordafricani che hanno intrapreso la via del cambiamento, riveste un'enorme importanza la questione del recupero dei patrimoni. A più riprese i nuovi governi di Egitto, Tunisia e Libia hanno richiesto all'Unione europea che il tema fosse trattato seriamente e posto all'ordine del giorno. La situazione economica e finanziaria di questi paesi è oggettivamente difficile, il dato della disoccupazione è in netto peggioramento, i proventi del turismo hanno avuto una caduta verticale e la crisi economica che investe l'Europa, principale partner commerciale, non lascia per niente indenni questi paesi provocando ricadute molto negative. Dovrebbe essere evidente a tutti che la possibilità di affermazione dei processi democratici e del rafforzamento delle istituzioni non risiede solo, anche se è importante, nella definizione di nuovi e più avanzati quadri costituzionali per questi paesi, ma nella concreta possibilità di rispondere positivamente alle tantissime aspettative economiche e sociali che si levano dai cittadini. Per queste ragioni anche il recupero dei patrimoni deve essere una priorità politica per l'Unione europea. Oltre ad avere un significato politico importante, esso ha anche un forte impatto economico in questi paesi in transizione che si misurano con enormi difficoltà sia legali sia pratiche. Le autorità tunisine hanno presentato 66 richieste di rogatorie principalmente con l'Unione europea e gli Stati arabi; è difficile stimare l'ammontare dei patrimoni da recuperare, ma il governo tunisino stima tra i 18 e i 38 miliardi di euro, quasi 50 miliardi per quanto riguarda l'Egitto e quasi 100 miliardi per quanto riguarda la Libia, di cui 40 nei paesi europei. Il Parlamento europeo ha già espresso pieno sostegno a questo processo nella risoluzione sull'Egitto e si appresta a votare questa risoluzione. È tuttavia importante accompagnare questa risoluzione con un spirito di cooperazione da parte di tutte le istituzioni europee e soprattutto dei diversi governi degli Stati membri per superare i limiti e i ritardi che continuano a registrare. Qui occorre fare qualcosa di più, si è chiesto cosa fare. Bisogna definire un nuovo quadro giuridico europeo che permetta di intervenire perché non bastano i rapporti bilaterali. Due secondi Presidente, perché voglio approfittare della presenza del Commissario per chiedere a lui se può e vuole fornirci ulteriori notizie, qualche notizia in più sulla situazione che si è determinata in Tunisia con gli scontri tra le forze dell'ordine e i salafiti."@it2
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