Local view for "http://purl.org/linkedpolitics/eu/plenary/2013-05-22-Speech-3-270-125"

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"en.20130522.21.3-270-125"1
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"L'ultimo dato disponibile di Eurostat indica in 12 milioni il numero di europei che si sono trasferiti in un paese dell'Unione diverso da quello di origine, senza mettere in conto l'emigrazione dei cosiddetti paesi "A-8", la cui vicenda si definirà com'è noto nel 2014. È chiaro che un aumento della propensione alla mobilità richiede adeguamenti dell'ordinamento per l'esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza europea. Nell'ambito oggi in discussione, emergono nuovi trend e nuove fattispecie criminali ricorrenti: penso alle violenze di genere, talvolta originate da conflitto con culture tradizionali, o alla situazione dei cosiddetti "whistleblowers" in ambienti particolarmente compromessi da corruzione e criminalità. In questo contesto, talvolta l'opzione di un trasferimento, specie su linee di solidarietà amicale, famigliare o professionale, costituisce un'occasione per garantire pieni diritti alle vittime di reato e l'occasione di una nuova esistenza al riparo da minacce all'integrità personale. La proposta di regolamento integra in un'unica dimensione una serie di aspetti giuridici, procedurali, documentali e di ordine pratico, nel complessivo interesse delle vittime di reato e anche del diritto di difesa. In particolare, stabilisce la convergenza in un unico strumento degli aspetti di carattere civile e amministrativo. Esprimo pertanto un voto favorevole."@it2
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