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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, Signor Commissario, mi sembra di poter formulare una breve osservazione: la discussione congiunta di tre temi così diversi e così importanti ha sacrificato, a mio giudizio, l'approfondimento di ciascuno di questi temi. È un po' un peccato, in particolare che non si possa riassumere in una discussione così serrata tante questioni, come la crisi, certo, ma anche la questione delle donne nel Nord Africa. Vorrei riprendere alcuni spunti per dare anche delle risposte e dei chiarimenti. Menzionava giustamente il Commissario Reding l'impegno dell'alto rappresentante Ashton e della Commissione nell'ambito di quelle che sono le richieste che vanno fatte alla luce della tesi del " " nei nuovi negoziati euromediterranei, nei patti e nei protocolli d'intesa e anche negli accordi bilaterali, perché ci sia sempre all'interno di questi un'attenzione forte alla ricaduta sulle donne, al coinvolgimento attivo delle donne e alla richiesta, in cambio di questi aiuti, anche di una maggiore presenza e capacità di rispettare, nelle Costituzioni e nella legislazione, i diritti delle donne. Spero che questo sia un impegno che l'alto rappresentante Ashton prenderà fra due giorni anche in riferimento all'Egitto in quest'Aula. Vorrei però ricordare la sostanziale diversità delle situazioni di cui si è parlato. La costituzione tunisina, nella sua seconda bozza, grazie proprio alla lotta delle donne anche lo scorso agosto, contiene oggi moltissime delle loro richieste. Diversa è invece la situazione dell'Egitto, dove però è previsto un importante vaglio da parte della Corte suprema dopo la forzatura di Morsi sul referendum. Le situazioni sono quindi piuttosto diversificate e vanno guardate con molta attenzione. Per quanto riguarda le mutilazioni genitali femminili, vorrei ricordare che, sì, è vero che questa forma sussiste ancora, ma soltanto in alcune zone dell'Egitto. Occorre al riguardo un grande impegno, anche negli accordi bilaterali con l'Egitto, perché si vada verso un suo sradicamento. È vero – dicevano la collega Bozkurte e anche altre colleghe – il rischio è che vi siano regressi su alcuni diritti ma vorrei ricordare che oggi, come dicono le donne di questi paesi, dobbiamo avere più fiducia nell'impossibilità di tornare indietro, nel fatto che la battaglia delle donne, la loro presenza nella società civile e nella politica renderà più difficile, se l'Europa sarà loro vicina, un ritorno al passato riguardo al loro ruolo e al rispetto della loro dignità."@it2
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