Local view for "http://purl.org/linkedpolitics/eu/plenary/2011-10-24-Speech-1-232-000"

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"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@it12
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"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@cs1
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@da2
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@de9
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@el10
"Madam President, ladies and gentlemen, I should like to begin my speech first of all by thanking the shadow rapporteurs and all my fellow Members who have helped to enrich the report with new ideas, in order to support this vulnerable group of women who, not by choice, find themselves alone having to deal with their children growing up and then the need to pursue their own careers. This category of women is at high risk of poverty and needs support from Europe’s institutions in the form of specific kinds of assistance. I am honoured to have been entrusted with the responsibility of drafting this report on the situation of single mothers in Europe. This is the first own-initiative report by Parliament aimed at identifying measures to support single-parent families. Several months ago, I organised a public hearing in Parliament to invite experts from single-mother support groups and to achieve an initial exchange of views on the priority areas in which we should act and support single mothers. In recent months, I have met with single-mother support groups from various Member States, including Ireland, Portugal, the United Kingdom and Belgium. In Brussels, I took the opportunity to pay a personal visit to an association where single mothers live, and during my visit, I was able to exchange information and ideas with the head of the organisation and gain a closer understanding of the difficulties that these women face every day. On my trip to Warsaw with the delegation from the Committee on Women’s Rights and Gender Equality, I was able to examine the benefits and measures in support of single mothers in Poland. Single mothers are an overlooked demographic category. Geographically, across Europe, there are different perceptions and policies towards single mothers. In the southern Mediterranean countries, such as Italy, Portugal, Spain and Greece, it is generally accepted that the extended family will assist in bringing up single-parent children on a voluntary basis without reimbursement. In the northern and Nordic countries, such as France, Sweden, Germany and Denmark, government welfare systems are in place to help single mothers with benefits and social assistance policies. In the Eastern European Member States, there is a general mix of policies, some holding on to strong familial values from the Communist regimes and others having a mix of the northern and southern European policies. At present, 5% of European women are single mothers. In some Member States, such as Estonia and Latvia, the proportion is as high as 9%. Single mothers are often stigmatised as being irresponsible teenagers, whereas in fact, 85% of them are aged between 25 and 64. In addition, the negative effects of the financial and economic crisis that has been felt across the European Union have hit this group of women especially hard. Already burdened with the gender pay gap, single mothers are hampered by the need to take on debt and care for their children. The state of health of single mothers is statistically more unstable than that of married women. They are under more stress because they single-handedly carry out tasks normally performed by two parents. They often cannot afford adequate medical care and do not have time to rest. Statistically, single mothers throughout Europe are less educated than their married counterparts, and so they also find entering the labour market difficult and beset with obstacles. The report is full of new initiatives and, especially, new goals that the European Union should set itself, because this is a subject that needs to be put at the heart of the Union’s list of priorities, particularly since the number of such women is growing across Europe."@en4
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@es21
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@et5
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@fi7
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@fr8
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@hu11
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@lt14
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@lv13
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@mt15
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@nl3
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@pl16
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@pt17
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@ro18
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@sk19
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@sl20
"Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo iniziare questo mio discorso ringraziando, innanzitutto, i relatori ombra e tutti i colleghi che hanno contribuito ad arricchire il contenuto della relazione con idee nuove, per sostenere questa categoria vulnerabile di donne che, non per scelta, si trovano sole ad affrontare la crescita dei propri figli e la necessità, poi, di proseguire il proprio percorso professionale. Questa categoria di donne ad elevato rischio di povertà ha bisogno del sostegno delle istituzioni europee attraverso forme concrete di supporto. Sono onorata del fatto che mi sia stata affidata la responsabilità di redigere questa relazione sulla situazione delle madri sole in Europa: si tratta della prima relazione d'iniziativa promossa dal Parlamento europeo per individuare misure in supporto ai nuclei familiari monoparentali. Ho organizzato, diversi mesi fa, un'audizione pubblica al Parlamento europeo per invitare esperti di associazioni che operano in supporto delle madri sole e avere un primo scambio di opinioni sulle aree prioritarie in cui agire e sostenere questa categoria. Nel corso degli ultimi mesi ho incontrato associazioni che hanno supportato le madri sole in diversi Stati membri come in Irlanda, in Portogallo, nel Regno Unito e in Belgio, e a Bruxelles ho avuto l'opportunità di visitare personalmente un'associazione in cui vivono madri sole e durante questa visita ho avuto l'occasione di scambiare informazioni e idee con la responsabile della struttura e comprendere più da vicino le difficoltà che affrontano quotidianamente queste donne. Inoltre, durante il mio viaggio a Varsavia con la delegazione FEMM ho potuto approfondire i benefici e le misure in supporto delle madri sole in Polonia. Le madri sole sono una categoria demografica trascurata: geograficamente in tutta Europa sono diverse le percezioni e le politiche nei confronti delle madri sole. Negli Stati del sud del Mediterraneo, come l'Italia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia, è generalmente accettato che la famiglia allargata contribuirà alla crescita di bambini monoparentali su base volontaria e senza retribuzione. Nel nord e negli Stati nordici, come Francia, Svezia, Germania, Danimarca, i sistemi di del governo sono in atto per aiutare le madri con benefici e politiche di assistenza sociale. Negli Stati membri dell'Europa orientale, invece, vi è un misto di politiche, alcune legate a forti valori familiari dei regimi comunisti, altre caratterizzate da un misto di politiche del nord e del sud dell'Europa. In questo momento il 5% della popolazione europea femminile è rappresentato da madri sole. In alcuni Stati membri, come l'Estonia e la Lettonia, questa percentuale arriva al 9%. Le madri sono spesso stigmatizzate come ragazze giovani e irresponsabili, mentre in verità l'85% di esse ha un'età compresa tra i 25 e i 64 anni. Inoltre, gli effetti negativi della crisi finanziaria ed economica che ha colpito l'Unione europea hanno inciso duramente su questa categoria di donne. Già caricate dal divario salariale di genere, queste madri sono ostacolate dalla necessità di assumere un debito e dover curare i propri figli. Lo stato di salute delle madri sole è statisticamente più instabile rispetto alle donne con un marito. Queste madri sono più sotto stress, perché devono svolgere compiti che normalmente spettano ai due genitori. Spesso non possono permettersi cure mediche adeguate e non hanno il tempo del riposo. Statisticamente, le madri single in tutta Europa sono meno istruite rispetto ai loro omologhi sposati, e così anche il loro ingresso nel mondo del lavoro presenta difficoltà e viene ostacolato. La relazione è ricca di nuove iniziative e soprattutto di nuovi obiettivi che l'Unione europea si deve porre perché si tratta di una tematica deve entrare nella centralità dell'agenda delle priorità dell'Unione, sicuramente considerando che il numero di queste donne è in crescita in tutta Europa."@sv22
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