Local view for "http://purl.org/linkedpolitics/eu/plenary/2007-05-09-Speech-3-093"

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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@ro18
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"Gay Pride"18,5,20,15,1,19,14,16,11,3,13,12
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"Marco Cappato,"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13,12
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@et5
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@sl20
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@mt15
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@cs1
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@sk19
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@lt14
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@pl16
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"Gay Pride"18,5,20,15,1,19,14,16,11,3,13,12
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@hu11
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"Gay Pride"18,5,20,15,1,19,14,16,11,3,13,12
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"Marco Cappato,"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13,12
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"a nome del gruppo ALDE"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13,12
lpv:translated text
"Hr. formand, mine damer og herrer! Jeg vil gerne lykønske hr. Rocard, hvis betænkning, som han selv sagde, skal fremme en dialog og en debat. Jeg mener imidlertid, at vi med en sådan erklæring først skal gøre det klart - da det er noget, der berører os og vores politikker i EU - at det er en dialog og en debat, som vi agter at indlede ikke med staterne med menneskene, individerne. Det gælder i endnu højere grad, når vi taler om en primært kulturel - og derfor også politisk og institutionel - indsats, da forhandlingerne i dette tilfælde i første omgang skal finde sted med individer snarere end med Den Arabiske Liga eller med enkelte stater, ikke mindst fordi to af de største problemer i den arabiske verden - nationalisme og fundamentalisme - efter min mening nu også vedrører vores europæiske storbyer, der ud fra et demografisk synspunkt også i stigende grad bliver den arabiske verdens storbyer. Derfor skal disse problemer løses af EU selv. Denne situation påvirker også vores institutionelle systemer og den måde, religionen opfattes på i EU. Der er ingen tvivl om, at den islamistiske fundamentalisme findes. I denne forbindelse har vi taget os den frihed at stille to ændringsforslag vedrørende ikkeforskelsbehandling på grund af seksuel orientering og vedrørende en klar sondring mellem politiske autoriteter og religiøse autoriteter. Det finder jeg ikke provokerende. Jeg har kun tid til f.eks. at nævne, at vi og nogle kolleger under det homoseksuelle optog Gay Pride i Jerusalem kunne observere, at ortodokse jødiske fundamentalister, islamiske fundamentalister og katolske fundamentalister var forenet under nogle undertiden voldelige demonstrationer, der skulle forhindre optoget i at finde sted. Det er derfor en sag, der berører os, og det er årsagen til disse ændringsforslag, som forhåbentlig bliver vedtaget."@da2
lpv:translated text
"Mijnheer de Voorzitter, dames en heren, ik wil de heer Rocard complimenteren met zijn verslag dat, zoals hij zelf ook zei, bedoeld is om een hand toe te steken, met het oog op het openen van een dialoog en een debat. Om een dergelijke bewering te kunnen doen, denk ik echter dat we allereerst duidelijk moeten maken - aangezien dit iets is wat betrekking heeft op ons en op ons beleid in de Europese Unie - dat we deze dialoog en dit debat vooral willen opzetten met de bevolking en de afzonderlijke mensen en pas in tweede instantie met de staten. Dit geldt vooral wanneer we spreken over inspanningen die eerst een vooral cultureel van aard zijn, en daarna ook politieke en institutioneel. In dat geval moeten er immers eerst gesprekken worden gevoerd met de mensen, voordat er wordt gesproken met de Arabische Liga en de afzonderlijke landen. Ik zeg dit onder meer omdat volgens mij twee van de grote problemen binnen de Arabische wereld, namelijk het nationalisme en fundamentalisme, zich inmiddels ook doen gevoelen in onze Europese steden, die ook vanuit demografisch oogpunt steeds vaker tot Arabische steden uitgroeien. Daarom moeten deze problemen door de Europese Unie worden aangepakt. Dit betreft ook onze institutionele systemen, evenals de wijze waarop de godsdienst wordt belijd binnen de Europese Unie. Het lijdt geen twijfel dat er een islamitisch fundamentalisme bestaat. Wij zijn zo vrij geweest om twee amendementen in te dienen op het vraagstuk van het verbod van discriminatie op grond van seksuele geaardheid en over de duidelijke scheiding van kerk en staat. Dit is naar mijn idee geen provocatie. Er rest mij slechts nog tijd om u er bijvoorbeeld aan te herinneren dat, toen we samen met andere collega's in Jeruzalem waren voor de het ons opviel dat tijdens de soms gewelddadige demonstraties die tot doel hadden een stokje te steken voor de joodsorthodoxe fundamentalisten, islamitische fundamentalisten en katholieke fundamentalisten hun krachten bundelden. Daarom gaat dit onderwerp ook ons aan, en dat is de gedachte achter onze amendementen, waarvan ik hoop dat ze worden aangenomen."@nl3
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"Gay Pride"18,5,20,15,1,19,14,16,11,3,13,12
lpv:translated text
". Herr talman, mina damer och herrar! Jag vill gratulera Michel Rocard vars betänkande, precis som han själv sa, är avsett att vara ett stöd för att inleda en dialog och en debatt. Eftersom detta är något som berör oss och vår politik inom Europeiska unionen tror jag emellertid att vi med ett sådant uttalande först måste klargöra att vi avser att genomföra dialogen och debatten med de enskilda människorna, inte med staterna. Det är desto mer sant när vi talar om en i huvudsak kulturell – och därför också politisk och institutionell – satsning, eftersom diskussionerna i detta fall först måste ske med enskilda personer, snarare än med Arabförbundet eller med enskilda stater. Särskilt som jag tror att två av de största problemen i arabvärlden – nationalism och fundamentalism – nu också berör våra europeiska städer, som ur demografisk synvinkel i allt större utsträckning blir städer i arabvärlden. Jag tycker därför att dessa problem måste tas upp av Europeiska unionen själv. Detta sakernas tillstånd påverkar även våra institutionella system och hur religionen uppfattas inom Europeiska unionen. Islamistiska fundamentalister finns utan tvekan. Vi har därför tagit oss friheten att lägga fram två ändringsförslag i frågan om icke-diskriminering på grund av sexuell läggning och om en tydlig distinktion mellan politiska och religiösa myndigheter. Jag tycker inte att det är en provokation. Jag har bara tid att påpeka att när vi exempelvis tillsammans med andra ledamöter reste till Jerusalem för Gay Pride noterade vi att under de ibland våldsamma demonstrationer som syftade till att hindra demonstrationen från att äga rum, var fundamentalister bland ortodoxa judar, muslimer och katoliker enade. Det är därför en fråga som berör även oss, och det är tanken bakom ändringsförslagen som jag hoppas kommer att antas."@sv22
lpv:translated text
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com'egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all'Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati , con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l'interlocuzione deve avvenire prima con l'individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch'esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. È per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all'interno dell'Unione europea. È innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@lv13
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"Gay Pride"18,5,20,15,1,19,14,16,11,3,13,12
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"a nome del gruppo ALDE"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13,12
lpv:translated text
". Κύριε Πρόεδρε, κυρίες και κύριοι, θέλω να συγχαρώ τον κ. Rocard, η έκθεση του οποίου, όπως και ο ίδιος επεσήμανε, αποσκοπεί να αποτελέσει την αφορμή για την έναρξη διαλόγου και ανταλλαγής απόψεων. Ωστόσο, δεδομένου ότι είναι κάτι που αφορά εμάς και τις πολιτικές μας στο πλαίσιο της Ευρωπαϊκής Ένωσης, φρονώ ότι, για να προβούμε σε μια τέτοια δήλωση, πρέπει καταρχάς να διευκρινίσουμε ότι πρόκειται για διάλογο και ανταλλαγή απόψεων κυρίως με τους πολίτες και τους μεμονωμένους ανθρώπους και όχι τόσο με τα κράτη. Η άποψη αυτή ενισχύεται ακόμη περισσότερο εάν μιλάμε για μια προσπάθεια που είναι καταρχάς πολιτιστική –και συνεπώς πολιτική και θεσμική– καθώς στην περίπτωση αυτή συνομιλητές πρέπει να είναι πρώτα οι άνθρωποι και όχι ο Αραβικός Σύνδεσμος και τα μεμονωμένα κράτη, καθόσον θεωρώ ότι δύο από τα μεγάλα προβλήματα του αραβικού κόσμου, ο εθνικισμός και ο φονταμενταλισμός, αφορούν πλέον και τις ευρωπαϊκές πόλεις μας, οι οποίες, από δημογραφική άποψη, αποτελούν ολοένα και περισσότερο πόλεις του αραβικού κόσμου. Αυτός είναι ο λόγος για τον οποίο αυτά τα προβλήματα πρέπει να αντιμετωπίζονται από την Ευρωπαϊκή Ένωση. Η κατάσταση αυτή επηρεάζει τα θεσμικά μας συστήματα και τον τρόπο με τον οποίο βιώνεται η θρησκεία στην Ευρωπαϊκή Ένωση. Δεν χωρεί αμφιβολία ότι ο ισλαμικός φονταμενταλισμός είναι υπαρκτός. Για τον σκοπό αυτόν, αναλάβαμε την πρωτοβουλία να καταθέσουμε δύο τροπολογίες που αφορούν το ζήτημα της κατάργησης των διακρίσεων με βάση τον γενετήσιο προσανατολισμό και τον σαφή διαχωρισμό μεταξύ πολιτικών και θρησκευτικών αρχών. Δεν νομίζω ότι πρόκειται για πρόκληση. Έχω μόνο τον χρόνο να αναφέρω ως παράδειγμα ότι, όταν ταξιδέψαμε μαζί με άλλους συναδέλφους στην Ιερουσαλήμ για την παρέλαση ομοφυλόφιλης υπερηφάνειας, παρατηρήσαμε ότι στις, συχνά βίαιες, διαδηλώσεις που ήθελαν να εμποδίσουν τη διεξαγωγή της εκδήλωσης συμμετείχαν ορθόδοξοι εβραίοι, ισλαμιστές και ρωμαιοκαθολικοί φονταμενταλιστές. Πρόκειται συνεπώς για ζήτημα που αφορά και εμάς, και αυτό είναι το νόημα των τροπολογιών, οι οποίες ελπίζω να γίνουν δεκτές."@el10
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"Marco Cappato,"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13,12
lpv:translated text
"Herr Präsident, meine Damen und Herren! Ich möchte Herrn Rocard beglückwünschen, dessen Bericht seinem eigenen Bekunden nach darauf abzielt, Unterstützung für die Einleitung eines Dialogs und einer Debatte anzubieten. Ich glaube jedoch, wenn man eine solche Erklärung abgibt, muss zuerst klargestellt werden – weil das eine Sache ist, die uns und unsere Politik in der Europäischen Union betrifft –, dass wir diesen Dialog und diese Debatte nicht mit den Staaten, sondern mit der Bevölkerung, mit den Bürgern einleiten wollen. Dies gilt umso mehr, wenn wir von hauptsächlich kulturellen – und somit auch politischen und institutionellen – Bemühungen sprechen, denn in diesem Fall müssen die Gespräche zuerst mit den Bürgern und später dann mit der Arabischen Liga und einzelnen Staaten geführt werden, nicht zuletzt, weil ich glaube, dass zwei der größten Probleme der arabischen Welt – Nationalismus und Fundamentalismus – inzwischen auch unsere europäischen Städte betreffen, die unter demografischen Gesichtspunkten ebenfalls immer mehr zu Städten der arabischen Welt werden. Deshalb müssen diese Probleme von der Europäischen Union selbst in Angriff genommen werden. Diese Situation tangiert auch unsere institutionellen Systeme und die Art und Weise, wie Religion innerhalb der Europäischen Union wahrgenommen wird. Es besteht kein Zweifel, dass es islamischen Fundamentalismus gibt. Wir haben uns erlaubt, diesbezüglich zwei Änderungsanträge zur Frage der Nichtdiskriminierung aufgrund der sexuellen Orientierung und zur Trennung der politischen Macht von den religiösen Autoritäten einzubringen. Ich glaube nicht, dass das eine Provokation ist. Lassen sie mich in der mir verbleibenden Redezeit nur noch hervorheben, dass wir z. B., als wir zusammen mit anderen Kollegen wegen der Homosexuellen-Parade in Jerusalem waren, beobachteten, dass sich in den bisweilen gewalttätigen Demonstrationen, deren Ziel es war, die Durchführung der Parade zu verhindern, jüdisch-orthodoxe Fundamentalisten, islamische Fundamentalisten und christliche Fundamentalisten zusammentaten. Das ist demnach ein Thema, das auch uns angeht, und das ist der Sinn, der sich hinter den Änderungsanträgen verbirgt, von denen ich hoffe, dass sie angenommen werden."@de9
lpv:translated text
". Mr President, ladies and gentlemen, I should like to congratulate Mr Rocard, whose report, as he himself has said, is intended to offer support for the purposes of opening a dialogue and a debate. However, I believe that, in making such a statement, we must first make it clear – since this is something that concerns us and our policies within the European Union – that this is a dialogue and a debate that we intend to open not with the States, but with the people, with individuals. This is all the more true when we talk about a primarily cultural – and therefore also political and institutional – effort, since in this case the talks must take place first with individuals, rather than with the Arab League or with individual States, not least because I believe that two of the major problems in the Arab world – nationalism and fundamentalism – now concern our European cities, too, which, from a demographic point of view, are also increasingly becoming cities of the Arab world. That is why these problems must be addressed by our European Union itself. This state of affairs also affects our institutional systems and the way in which religion is perceived within the European Union. There is no doubt that Islamic fundamentalism exists. We have taken the liberty, in this regard, of tabling two amendments on the issue of non-discrimination based on sexual orientation and of the clear distinction between political authorities and religious authorities. I do not believe that this is provocation. I only have time to point out, for example, that, when, together with other fellow Members, we went to Jerusalem for Gay Pride, we observed that, during the sometimes violent demonstrations aimed at preventing the demonstration from taking place, Orthodox Jewish fundamentalists, Islamic fundamentalists and Catholic fundamentalists were united. This is therefore an issue that concerns us, too, and that is the meaning behind the amendments, which I hope will be adopted."@en4
lpv:translated text
". Señor Presidente, Señorías, quiero felicitar al señor Rocard, cuyo informe, como él mismo ha dicho, pretende ayudar a iniciar un diálogo y un debate. No obstante, creo que, al hacer esta declaración, primero debemos dejar claro –dado que nos afecta a todos y a nuestras políticas en la Unión Europea– que no pretendemos iniciar un diálogo y un debate con los Estados, sino con los pueblos, con los individuos. Esto es especialmente cierto si hablamos acerca de un esfuerzo principalmente cultural –y, por lo tanto, también político e institucional–, dado que en este caso las conversaciones deben mantenerse en primer lugar con los individuos, y no con la Liga Árabe ni con los Estados individuales, entre otras cosas porque creo que dos de los principales problemas del mundo árabe –el nacionalismo y el fundamentalismo– también afectan ahora a nuestras ciudades europeas, que, desde un punto de vista demográfico, se están convirtiendo en ciudades del mundo árabe. Esa es la razón por la que estos problemas deben ser abordados por nuestra Unión Europea como tal. Esta situación repercute asimismo en nuestros sistemas institucionales y en la forma en que se percibe la religión dentro de la Unión Europea. No cabe duda de que el fundamentalismo islámico existe. Nos hemos tomado la libertad, a este respecto, de presentar dos enmiendas sobre la cuestión de la no discriminación por motivos de la orientación sexual y de una distinción clara entre autoridades políticas y autoridades religiosas. No creo que esto sea una provocación. Solamente tengo tiempo para señalar, por ejemplo, que cuando visitamos Jerusalén junto con otros diputados para el Día del Orgullo Gay, observamos que, durante las manifestaciones –en ocasiones violentas– que pretendían impedir que se celebrase el acto, los fundamentalistas judíos ortodoxos, los fundamentalistas islámicos y los fundamentalistas católicos estaban unidos. Por lo tanto, esta es una cuestión que también nos preocupa y es la razón por la que hemos presentado las enmiendas, que espero que sean aprobadas."@es21
lpv:translated text
"Senhor Presidente, Senhoras e Senhores Deputados, gostaria de felicitar o senhor deputado Rocard, cujo relatório, como ele próprio disse, pretende oferecer apoio com vista à abertura de um diálogo e de um debate. No entanto, penso que, ao fazermos semelhante afirmação, devemos começar por esclarecer – uma vez que é algo que nos diz respeito a nós e às nossa políticas no seio da União Europeia – que se trata de um diálogo e de um debate que pretendemos iniciar, não com os Estados, mas com as pessoas, com os indivíduos. Isso é tanto mais verdade quando se fala de um esforço predominantemente cultural – e portanto também político e institucional -, já que, neste caso, o diálogo deve ter lugar com os indivíduos, antes da Liga Árabe e dos diferentes Estados, até porque estou convencido de que dois dos maiores problemas do mundo árabe – o nacionalismo e o fundamentalismo – neste momento dizem respeito também às nossas cidades europeias, que, de um ponto de vista demográfico, se estão a tornar também, cada vez mais, cidades do mundo árabe. É por isso que estes problemas devem ser abordados pela nossa própria União Europeia. Esta situação também afecta os nossos sistemas institucionais e a forma como a religião é vivida no seio da União Europeia. Não há dúvida de que o fundamentalismo islâmico existe. Sobre esta matéria tomámos a liberdade de apresentar duas alterações sobre a questão da não-discriminação com base na orientação sexual e sobre a clara separação entre autoridades políticas e autoridades religiosas. Não acredito que se trate de uma provocação. Só tenho tempo para recordar, por exemplo, que, ao deslocarmo-nos, juntamente com outros colegas, a Jerusalém, ao Orgulho pudemos observar que, durante as manifestações, por vezes violentas, destinadas a impedir que essa manifestação tivesse lugar, os fundamentalistas judeus ortodoxos, os fundamentalistas islâmicos e os fundamentalistas católicos estavam unidos. Trata-se, portanto, de uma questão que também nos diz respeito, e esse é o significado subjacente às alterações, que eu espero que sejam aprovadas."@pt17
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". – Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero congratularmi con il collega Rocard, la cui relazione, com’egli stesso ha detto, è intesa a tendere una mano, per aprire un dialogo e un confronto. Credo tuttavia che, nel fare una simile affermazione, si debba chiarire innanzitutto – perché è qualcosa che riguarda noi e le nostre politiche in seno all’Unione europea – che si tratta di un dialogo e di un confronto che intendiamo avviare, prima ancora che con gli Stati, con la gente, con i singoli individui. Ciò è tanto più vero se si parla di un tentativo innanzitutto culturale – e quindi anche politico e istituzionale – giacché in questo caso l’interlocuzione deve avvenire prima con l’individuo che con la Lega araba e i singoli Stati, anche perché credo che due dei grandi problemi del mondo arabo, il nazionalismo e il fondamentalismo, riguardino ormai anche le nostre città europee, che sono anch’esse, dal punto di vista demografico, sempre di più anche città del mondo arabo. E’ per questo che tali problemi vanno affrontati per la nostra stessa Unione europea. Ciò interessa anche i nostri sistemi istituzionali e il modo in cui viene vissuta la religione all’interno dell’Unione europea. E’ innegabile che esista un fondamentalismo islamico. Ci siamo permessi al riguardo di presentare due emendamenti sulla questione della non discriminazione in base all’orientamento sessuale e della separazione netta tra autorità politiche e autorità religiose. Non credo che si tratti di una provocazione. Ho soltanto il tempo per ricordare, per esempio, che allorché con altri colleghi siamo stati a Gerusalemme per il abbiamo notato che si univano, nelle manifestazioni a volte violente intese ad impedire lo svolgimento della manifestazione, i fondamentalisti ebrei-ortodossi, i fondamentalisti islamici e i fondamentalisti cattolici. Si tratta dunque di un tema che riguarda anche noi ed è questo il senso degli emendamenti, che mi auguro saranno accolti."@it12
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"Gay Pride"18,5,20,15,1,19,14,16,11,3,13,12
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"a nome del gruppo ALDE"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13,12
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"Marco Cappato,"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13,12
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lpv:translated text
". Monsieur le Président, Mesdames et Messieurs, je souhaite féliciter M. Rocard, dont le rapport, comme il l’a dit lui-même, vise à offrir un soutien pour ouvrir un dialogue et un débat. Je crois cependant qu’en faisant une telle déclaration, nous devons tout d’abord dire clairement - puisque cela nous concerne personnellement, de même que nos politiques au sein de l’Union européenne - qu’il s’agit d’un dialogue et d’un débat que nous souhaitons entamer non avec les États, mais avec les populations, avec des individus. C’est d’autant plus vrai quand nous parlons d’effort avant tout culturel - et par conséquent également politique et institutionnel - car, dans ce cas, les discussions doivent être menées d’abord avec les individus, plutôt qu’avec la Ligue arabe ou les différents États. Je crois en effet que les deux principaux problèmes du monde arabe - nationalisme et fondamentalisme - concernent maintenant aussi nos villes européennes qui, d’un point de vue démographique, deviennent de plus en plus des villes du monde arabe. C’est pourquoi ces problèmes doivent être traités par notre Union européenne elle-même. Cet état des lieux affecte aussi nos systèmes institutionnels et la façon dont la religion est perçue dans l’Union européenne. Il ne fait aucun doute que le fondamentalisme islamique existe. Sur ce point, nous avons pris la liberté de présenter deux amendements sur le problème de la non-discrimination basée sur l’orientation sexuelle et sur la distinction claire entre les autorités politiques et les autorités religieuses. Je ne pense pas qu’il s’agisse de provocation. J’ai juste assez de temps pour souligner, par exemple, que lorsqu’avec d’autres députés, nous nous sommes rendus à Jérusalem pour la Gay Pride, nous avons observé qu’au cours de manifestations parfois violentes destinées à empêcher la manifestation d’avoir lieu, les fondamentalistes juifs orthodoxes, les fondamentalistes islamistes et les fondamentalistes catholiques étaient unis. C’est donc un problème qui nous concerne également et c’est le sens de nos amendements qui, je l’espère, seront adoptés."@fr8
lpv:translated text
". Arvoisa puhemies, hyvät parlamentin jäsenet, haluaisin onnitella jäsen Rocardia, jonka mietinnön tarkoituksena on, kuten hän itse totesi, auttaa vuoropuhelun ja keskustelun käynnistämisessä. Katson kuitenkin, että esittäessämme tällaisen lausunnon meidän on tehtävä ensin selväksi – sillä tämä asia koskee meitä ja Euroopan unionin politiikkaa – että kyse on vuoropuhelusta ja keskustelusta, jonka aiomme käynnistää valtioiden sijasta kansalaisten ja yksittäisten henkilöiden kanssa. Tämä pätee varsinkin, kun keskustelemme ensisijaisesti kulttuurisista – ja siten myös poliittisista ja institutionaalisista – toimista, joiden perusteella keskustelua on käytävä ennen kaikkea yksittäisten ihmisten eikä niinkään Arabiliiton tai yksittäisten valtioiden kanssa. Näin on etenkin koska arabimaailman kaksi suurinta ongelmaa – nationalismi ja fundamentalismi – koskevat nyt myös eurooppalaisia kaupunkeja, jotka ovat väestörakenteensa vuoksi muuttumassa yhä enemmän arabimaailman kaupungeiksi. Siksi Euroopan unionin on käsiteltävä näitä ongelmia. Tämä tilanne vaikuttaa myös toimielinjärjestelmäämme ja siihen, miten uskonto käsitetään Euroopan unionissa. Islamilaisen fundamentalismin olemassaolosta ei ole epäilystäkään. Olemme tältä osin rohjenneet esittää kahta tarkistusta, jotka koskevat seksuaaliseen suuntautumiseen perustuvan syrjinnän torjuntaa sekä poliittisten ja uskonnollisen vallan selvää erottamista toisistaan. Mielestäni tämä ei ole provosoivaa. Ehdin vielä tuoda esiin, että kun osallistuimme kollegoideni kanssa Jerusalemissa järjestettyyn Gay Pride -tapahtumaan, panimme merkille, että tapahtuman estämiseksi järjestettyjen ajoittain väkivaltaisten mielenosoitusten aikana syntyi ortodoksijuutalaisten, islamilaisten ja katolisten fundamentalistien yhteisrintama. Tämä kysymys koskee näin ollen myös meitä, ja tähän myös perustuvat tarkistukset, jotka toivottavasti hyväksytään."@fi7
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