Local view for "http://purl.org/linkedpolitics/eu/plenary/2007-04-23-Speech-1-129"

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". – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un’alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d’immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l’Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all’avanguardia della costruzione del mercato unico e dell’Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l’ di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all’Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un’attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600 per cento e io penso che l’Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E’ stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125 000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l’economia a causa dell’evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell’Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l’armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l’identità di un’Europa politica, ma soprattutto rafforza l’idea di un’Europa utile ai cittadini europei."@it12
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@cs1
"Hr. formand, mine damer og herrer! Jeg vil gerne takke kommissæren for de venlige ord, som han brugte om denne betænkning. Når vi nu skal stemme her i Parlamentet, glæder det os, at der var meget bred opbakning til direktivet i Retsudvalget. Jeg håber således, at et stort flertal vil støtte dette kompromis. I disse timer er der nemlig magtfulde interesser og lobbyer, som håber på, at Parlamentet ikke foretager sig noget. Efter min mening ville det dog gå ud over vores ry og være politisk uheldigt, hvis Europa-Parlamentet over for en så ødelæggende forbrydelse som forfalskning trak på skuldrene og sagde, at EU ikke kan gøre noget ved denne form for kriminalitet. Parlamentet har tidligere været langt fremme, når det gælder om at skabe et indre marked og et politisk Europa, og det er jeg sikker på, at vi også er ved denne lejlighed. Dette vigtige direktivs vedtagelsesforløb er nu langt om længe ved at blive afsluttet, og jeg vil gerne starte med at takke alle dem, der har deltaget i en meget interessant og efter min mening meget nyttig debat, ikke mindst skyggeordførerne og alle tjenestemændene. Uden deres hjælp havde vi ikke kunnet tage nogle så komplekse spørgsmål op. Der har været talt meget om dette direktiv - nogle gange med kendskab til sagen og andre gange på en fejlagtig måde og uden at vide, hvad det drejer sig om, eftersom der er tale om nogle meget komplekse spørgsmål. Derfor er det efter min mening vigtigt at slå fast, hvad vi taler om. Dette direktiv tager sigte på at bekæmpe organiseret kriminalitet, og jeg vil gerne understrege, at det i den sidste ende skal bekæmpe den traditionelle form for organiseret kriminalitet og en form for organiseret kriminalitet, der er opstået for nylig. Der er med andre ord tale om et direktiv mod de skader, som kriminaliteten påfører Europa gennem forfalskning af varer og krænkelser af de intellektuelle ejendomsrettigheder. Mange af parlamentsmedlemmerne har i de sidste par måneder spurgt mig, hvorfor vi skal harmonisere dette område. Jeg kan kun svare, at organiseret kriminalitet længe har omfattet ulovlige aktiviteter, der finder sted på globalt plan, som ikke kender nogen grænser, og som har enormt store ressourcer til rådighed. Retsbestemmelserne er til gengæld opsplittet i forskellige retssystemer, der undertiden er i strid med hinanden, og derfor står de ikke lige så stærkt. Man har regnet ud, at mængden af kopivarer er steget med 1.600 % i de sidste 10 år, og jeg mener, at Europa bør gøre noget, eftersom der er tale om et meget stort marked og om nogle meget konkrete og materielle ting, bl.a. legetøj, tøj, sko, fødevarer, kosmetik, kemiske stoffer, gastronomiske produkter med falsk oprindelsesbetegnelse, briller, cd'er og dvd'er, dvs. varer, som de europæiske borgere køber hver eneste dag. Som det blev sagt før, medfører dette fænomen nogle meget store skader. Det går ud over de europæiske industrier, eftersom forfalskningen selvfølgelig er i strid med alle de grundlæggende markeds- og konkurrenceregler, og det går ud over arbejdstagerne, eftersom de, der fremstiller kopivarer, selvfølgelig gør dette uden nogen som helst hensyntagen til lovgivningen om arbejdstagernes rettighederne, og eftersom markedsforfalskning, der bygger på svig, skaber afmatning og arbejdsløshed. Det siges, at dette fænomen har skabt 125.000 nye arbejdsløse i Europa i de sidste 10 år. Det går ud over økonomien, fordi der er tale om skattesvig, og det går ud over forbrugerne, fordi vi her i Parlamentet bruger meget tid på fastlægge regler, der skal beskytte de europæiske borgere, men ikke sørger for en effektiv bekæmpelse af forfalskning og ikke har nogen instrumenter til at sikre, at disse regler bliver overholdt. Særligt alvorlig er efter min mening varemærkeforfalskning af lægemidler, som ofte bliver solgt i udviklingslandene, og det glæder mig meget, at eksekutivsekretæren for Verdenssundhedsorganisationens arbejdsgruppe til bekæmpelse af forfalskning har udtalt sig positivt om betænkningen, fordi den specifikt nævner sundhedsrisiciene, og fordi man i betænkningen fastslår, at forfalskning af lægemidler er meget alvorligt. Derfor bør vi efter min opfattelse gøre fremskridt i den retning. Jeg mener, at direktivets tekst indeholder vigtige nyheder i forhold til Kommissionens tekst, og at vi har indgået et godt kompromis. Efter min mening er det vigtigt, at vi har begrænset direktivets anvendelsesområde og gjort det klarere, f.eks. ved ikke at medtage patenterne. Her er det stadig civillovbogen, der er det mest velegnede instrument til at løse tvistemål. Selv om der er tale om en meget omstridt tekst, mener jeg ikke, at vi bør stoppe her, eller at vi bør se bort fra, at der er tale om konkrete argumenter. Med harmoniseringen af de kriminalitetsbekæmpende bestemmelser tager vi et skridt i retning af et ægte europæisk indre marked, som naturligvis fremmes af regler, men også af direktiver som dette, der forhindrer, at reglerne ikke bliver overholdt. Når vi gør en indsats i den retning, styrker vi således det politiske Europas identitet, men også og ikke mindst idéen om et Europa, der er til gavn for de europæiske borgere."@da2
"Herr Präsident, verehrte Kolleginnen und Kollegen! Ich danke dem Herrn Kommissar für die wohlwollenden Worte, die er für diesen Bericht gefunden hat. Wir gehen in diese Parlamentsabstimmung bestärkt durch ein sehr breites Zustimmungsvotum des Rechtsausschusses zu der Richtlinie. Deshalb hoffen wir, dass eine große Mehrheit diesen Kompromiss unterstützt, weil in diesen Stunden mächtige Interessen- und Lobbygruppen darauf hoffen, dass das Europäische Parlament untätig bleibt. Ich glaube jedoch, dass es ein Imageschaden und ein politischer Schaden wäre, wenn das Europäische Parlament angesichts einer so verheerenden Straftat wie der Fälschung die Hände heben und behaupten würde, Europa könne nichts dagegen tun. Früher stand das Parlament in vorderster Reihe bei der Gestaltung des Binnenmarks und des politischen Europa, und ich bin überzeugt davon, dass es auch diesmal dort stehen wird. Endlich neigt sich das Rechtsetzungsverfahren für diese bedeutsame Richtlinie seinem Ende zu, und ich möchte als Erstes all jenen danken, die sich in den letzten Monaten in einer leidenschaftlichen und, wie ich glaube, sehr hilfreichen Debatte verausgabt haben, beginnend bei den Schattenberichterstattern und dem ganzen Team, ohne die eine Behandlung derart komplexer Themen gar nicht möglich gewesen wäre. Über diese Richtlinie wurde viel gesprochen; manche Kommentare waren von Sachkenntnis geprägt und manche gingen am Kern der Sache vorbei, nicht zuletzt, weil es sich um hoch komplizierte Themen handelt. Deshalb muss meiner Meinung nach jetzt klargestellt werden, worüber wir hier reden. Dies ist eine Richtlinie zur Bekämpfung der organisierten Kriminalität und, ich betone, letztendlich zur Bekämpfung des organisierten Verbrechens sowohl in seiner herkömmlichen Form als auch in der Form, die es in letzter Zeit angenommen hat. Das ist demnach eine Richtlinie gegen den Schaden, den die Kriminalität Europa durch die Nachahmung von Produkten und die Verletzung der geistigen Eigentumsrechte zufügt. Viele Abgeordnete fragten mich in den vergangenen Monaten, warum wir eigentlich harmonisieren müssten. Meine Antwort lautet, dass die organisierte Kriminalität schon lange eine globale Erscheinung ist, dass sie keine Grenzen kennt und auf ungeheure Ressourcen zurückgreifen kann. Im Gegensatz dazu ist das Recht in verschiedene und bisweilen gegensätzliche Justizsysteme zersplittert, und demzufolge schwächer. Berechnungen nach ist in den letzten zehn Jahren das Volumen nachgeahmter Produkte um 1 600 % gestiegen, und ich denke, Europa muss etwas unternehmen, denn wir reden hier von einem immensen Markt und von sehr realen und materiellen Dingen, nämlich Spielwaren, Bekleidung, Schuhwaren, Lebensmitteln, Kosmetika, Chemikalien und Gastronomieerzeugnissen, die falsche Bezeichnungen führen, von Brillen, CDs, DVDs und anderen Dingen, d. h. ausnahmslos Erzeugnissen, die die europäischen Bürger jeden Tag kaufen. Wie ich schon sagte, verursacht diese Tätigkeit enormen Schaden. Sie schadet der europäischen Industrie, weil die Produktnachahmung offenkundig alle elementarsten Markt- und Wettbewerbsregeln verfälscht, und sie schadet den Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmern, weil Produktfälscher selbstverständlich die Gesetze zum Schutz derer, die produzieren, völlig missachten und weil vorsätzliche Fälschung Rezession und Arbeitslosigkeit hervorruft. Es wurde gesagt, die Nachahmung habe in den letzten zehn Jahren zum Verlust von 125 000 Arbeitsplätzen in Europa geführt. Daraus ergibt sich ein Schaden für die Wirtschaft aufgrund von Steuerhinterziehung und ein Schaden für die Verbraucher aufgrund der Tatsache, dass wir in diesem Parlament viele Stunden damit verbringen, Verordnungen zum Schutz der europäischen Bürger auszuarbeiten, ohne jedoch wirksam gegen Fälschung vorzugehen, und uns steht kein Mittel zur Verfügung, um für die Einhaltung dieser Verordnungen zu sorgen. Für besonders ernst halte ich die Fälschung der Handelsmarken von Generika, die oft in Entwicklungsländern vermarktet werden, und es freut mich sehr, dass sich der Exekutivsekretär der Task Force der Weltgesundheitsorganisation zur Bekämpfung der Produktnachahmung positiv über den Bericht geäußert hat, weil darin die Gefahren für die Gesundheit ausdrücklich erwähnt werden und Arzneimittelfälschung als besonders schwerwiegend eingestuft wird. Deshalb müssen wir meines Erachtens in dieser Sache vorangehen. Ich denke, dass mit dem Richtlinientext bedeutende Neuerungen eingeführt werden, auch im Vergleich zum Text der Kommission, und dass wir einen tragfähigen Kompromiss erzielt haben. Ich halte es für wichtig, dass wir den Anwendungsbereich der Richtlinie klargestellt und eingegrenzt haben, indem wir beispielsweise die Patente davon ausnahmen, für die das Zivilrecht das geeignetere Mittel zur Lösung von Streitfällen bleibt. Obwohl es sich um einen sehr strittigen Text handelt, bin ich der Meinung, dass wir nicht stehen bleiben dürfen und uns der Sachlichkeit dieser Argumente nicht entziehen können. Mit der Harmonisierung unserer Strafmaßnahmen machen wir einen Schritt nach vorn bei der wahren Entwicklung des europäischen Binnenmarkts, der zweifellos durch Regeln, aber auch durch Maßnahmen wie diese, die verhindern, dass die Regeln ständig missachtet werden, gefördert wird. Ein Tätigwerden auf dieser Ebene unterstützt und stärkt die Identität eines politischen Europa, doch vor allem stärkt es die Idee von einem Europa, das für die europäischen Bürger von Vorteil ist."@de9
"Κύριε Πρόεδρε, κυρίες και κύριοι, ευχαριστώ τον Επίτροπο για τα καλά λόγια που χρησιμοποίησε για αυτήν την έκθεση. Η οδηγία φτάνει στην ψηφοφορία του Κοινοβουλίου ενισχυμένη από την ευρύτατη πλειοψηφία υποστήριξης της Επιτροπής Νομικών Θεμάτων. Για τον λόγο αυτό, ελπίζω ότι μια εξίσου ευρεία πλειοψηφία θα υποστηρίξει αυτόν τον συμβιβασμό, καθώς τις τελευταίες ώρες ισχυρά συμφέροντα και ομάδες πίεσης απεύχονται οποιαδήποτε πρωτοβουλία του Κοινοβουλίου, αλλά πιστεύω πως η εικόνα και το πολιτικό κύρος του Κοινοβουλίου θα δεχθούν ένα πολύ σοβαρό πλήγμα εάν σηκώσουμε τα χέρια ψηλά και παραδεχθούμε ότι η Ευρώπη δεν μπορεί να κάνει τίποτα για να πατάξει ένα τόσο καταστροφικό έγκλημα, όπως η παραποίηση. Το Κοινοβούλιο στάθηκε στο παρελθόν πρωτοπόρος στην οικοδόμηση της ενιαίας αγοράς και της πολιτικής Ευρώπης και είμαι πεπεισμένος ότι το ίδιο θα πράξει και τώρα. Φτάνει επιτέλους στο τέλος της η διαδικασία αυτής της σημαντικής οδηγίας και θα ήθελα καταρχάς να ευχαριστήσω όλους όσοι συμμετείχαν αυτούς τους μήνες σε μια ενδιαφέρουσα και, πιστεύω, πολύ χρήσιμη συζήτηση, αρχής γενομένης από τους σκιώδεις εισηγητές και από όλους τους υπαλλήλους, χωρίς τους οποίους θα ήταν αδύνατον να αντιμετωπίσουμε τόσο περίπλοκα ζητήματα. Για την οδηγία αυτή έχουν ειπωθεί πολλά, άλλες φορές έχοντας γνώση του αντικειμένου και άλλες φορές με επιπολαιότητα και χωρίς γνώση της ουσίας του ζητήματος, καθώς αφορά πολύ περίπλοκα θέματα. Πιστεύω λοιπόν πως είναι σημαντικό να διευκρινίσουμε για το τι συζητάμε. Η οδηγία αυτή έχει ως στόχο την πάταξη του οργανωμένου εγκλήματος και προπαντός του οργανωμένου εγκλήματος με την παραδοσιακή του μορφή αλλά και με τις πλέον πρόσφατες εκφάνσεις του, πρόκειται δηλαδή για μία οδηγία για την αντιμετώπιση των ζημιών που προκαλεί το έγκλημα στην Ευρώπη με την παραποίηση των αγαθών και την παραβίαση της διανοητικής ιδιοκτησίας. Πολλοί συνάδελφοι με ρωτούσαν τους τελευταίους μήνες γιατί πρέπει να εναρμονίσουμε τις νομοθεσίες. Τους απαντώ ότι το οργανωμένο έγκλημα έχει μετατραπεί εδώ και καιρό σε μια παράνομη δραστηριότητα που δρα σε παγκόσμιο επίπεδο, δεν γνωρίζει σύνορα και μπορεί να στηριχθεί σε πολύ ισχυρές βάσεις. Αντιθέτως, το δίκαιο υποστηρίζεται από διαφορετικά και, πολλές φορές, αντιφατικά νομικά συστήματα με συνέπεια να είναι πιο αδύναμο. Υπολογίζεται ότι τα τελευταία δέκα χρόνια ο όγκος των παραποιημένων εμπορευμάτων αυξήθηκε κατά 1 600%, και εγώ πιστεύω ότι η Ευρώπη οφείλει να αντιδράσει με κάποιον τρόπο, καθώς μιλάμε για μια τεράστια αγορά και για πολύ συγκεκριμένα και υλικά αγαθά, όπως παιχνίδια, είδη ενδυμασίας, υποδήματα, τρόφιμα, καλλυντικά, χημικές ουσίες, προϊόντα γαστρονομίας με ψευδείς ονομασίες, γυαλιά, σύμπυκνους δίσκους, DVD και άλλα, προϊόντα δηλαδή που οι ευρωπαίοι πολίτες αγοράζουν καθημερινά. Όπως είπα, η εν λόγω δραστηριότητα έχει τεράστιες αρνητικές συνέπειες. Ζημιώνει τις ευρωπαϊκές βιομηχανίες, διότι η παραποίηση στρεβλώνει ασφαλώς όλους τους βασικούς κανόνες της αγοράς και του ανταγωνισμού και ζημιώνει τους εργαζόμενους, καθώς όσοι παράγουν παραποιημένα εμπορεύματα καταπατούν ασφαλώς απροκάλυπτα τους νόμους προστασίας των δικαιωμάτων των εργαζομένων, ενώ παράλληλα οι αγορές παραποίησης που προκύπτουν από αυτές τις εγκληματικές δραστηριότητες προκαλούν οικονομική ύφεση και ανεργία. Αναφέρθηκε ότι τα τελευταία δέκα χρόνια το φαινόμενο αυτό δημιούργησε στην Ευρώπη 125 000 νέους ανέργους. Η ζημία λοιπόν αφορά την οικονομία λόγω της φοροδιαφυγής, αλλά και τους καταναλωτές, καθώς στο Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο μπορεί να αφιερώνουμε πολλές ώρες για την εκπόνηση κανονισμών προστασίας των ευρωπαίων πολιτών, αλλά δεν είμαστε αποτελεσματικοί στην καταπολέμηση της παραποίησης και δεν διαθέτουμε κανένα μέσο για την επιβολή της τήρησης αυτών των κανονισμών. Θεωρώ ως ιδιαίτερα σοβαρή μορφή παραποίησης την παραποίηση των σημάτων φαρμάκων γενικής χρήσεως, τα οποία συχνά διοχετεύονται στις αναπτυσσόμενες χώρες, και με χαροποιεί ιδιαίτερα το γεγονός ότι ο εκτελεστικός γραμματέας της ομάδας δράσης κατά της παραποίησης της Παγκόσμιας Οργάνωσης Υγείας εκφράσθηκε θετικά για την έκθεση, καθώς αυτή αναφέρεται συγκεκριμένα στους κινδύνους για την υγεία και αποδίδει πολύ υψηλό βαθμό σοβαρότητας στην παραποίηση των φαρμάκων. Πιστεύω λοιπόν ότι πρέπει να προχωρήσουμε. Φρονώ πως το κείμενο της οδηγίας θεσπίζει σημαντικές καινοτομίες και ως προς το κείμενο της Επιτροπής και ότι έχουμε καταλήξει σε έναν θετικό συμβιβασμό. Πιστεύω πως είναι σημαντικό το γεγονός ότι διευκρινίσαμε καλύτερα και περιορίσαμε το πεδίο εφαρμογής της οδηγίας, εξαιρώντας για παράδειγμα τα διπλώματα ευρεσιτεχνίας, για τα οποία ο αστικός κώδικας παραμένει το καταλληλότερο όργανο για την επίλυση των διαφορών. Μολονότι πρόκειται για ένα κείμενο που έχει εγείρει πολλές αντιδράσεις, θεωρώ ότι δεν πρέπει να σταματήσουμε τώρα ούτε να παραβλέψουμε την ουσία αυτών των επιχειρημάτων. Με την εναρμόνιση κατά του εγκλήματος συντελείται ένα άλμα προόδου στην οικοδόμηση μιας πραγματικά ενιαίας ευρωπαϊκής αγοράς, η οποία ασφαλώς ευνοείται από κανόνες αλλά και από μέτρα που θα αποτρέπουν την καταστρατήγηση αυτών των κανόνων. Η δράση σε αυτό το επίπεδο βοηθά, συνεπώς, και ενισχύει την ταυτότητα μιας πολιτικής Ευρώπης, αλλά προπαντός ενισχύει μια Ευρώπη που είναι χρήσιμη στους ευρωπαίους πολίτες."@el10
". Mr President, ladies and gentlemen, I should like to thank the Commissioner for his kind words about this report. We are coming to this parliamentary vote in the comforting position of having received very substantial support for the directive at the vote in the Committee on Legal Affairs. That is why I hope that a large majority will support this compromise, because powerful interests and lobbies are now hoping that the European Parliament will not do anything. I believe, however, that it would harm our image and damage us politically if Parliament were to throw up its hands at such a devastating crime as counterfeiting and say that Europe could not do anything to fight it. In the past, Parliament has been in the forefront in developing the single market and political Europe, and I am convinced that it will be there again this time. This important directive is at last coming to the end of its legislative process, and I should first of all like to thank all those who have devoted their energies in recent months to a passionate and, in my view, extremely useful debate, starting with the shadow rapporteurs and all the staff, without whom it would not have been possible to address such complex subjects. Much has been said about this directive; some of the comments have been well founded while others have missed the point, not least because these are highly complex subjects. I believe, therefore, that it is important to make it clear what we are talking about. This is a directive against organised crime and in the end, I must emphasise, against organised crime in both its traditional form and the form that it has recently been adopting. It is, then, a directive against the damage that crime does to Europe through the counterfeiting of goods and the infringement of intellectual property rights. During these months, many Members have asked me why we have to harmonise. My answer is that organised crime has long been a global activity that knows no borders and that can count on vast resources. The law, in contrast, is fragmented into many, sometimes contradictory legal systems, and is therefore the weaker for it. It has been calculated that over the last 10 years the volume of counterfeit goods has risen by 1 600%, and I believe that Europe needs to do something, because we are talking about a vast market and very real, material things, such as toys, clothes, shoes, food, cosmetics, chemicals, gastronomic products with false designations of origin, spectacles, compact discs, DVDs and other things, in other words all goods that European consumers buy every day. As I have said, this activity causes enormous damage. It damages Europe’s industries, because of course counterfeiting changes all the most basic rules of the market and competition, and it harms workers, because of course those who produce counterfeit goods do so with complete disregard for the laws that protect the rights of the people making them, and because the counterfeit markets resulting from these criminal activities cause recession and unemployment. Counterfeiting is said to have put 125 000 people out of work in Europe over the last ten years. As a result, it damages the economy because of tax evasion, and it harms consumers, because here in Parliament we spend many hours writing regulations to protect European citizens but not fighting effectively against counterfeiting, and we have no means of enforcing these regulations. One form that I regard as particularly serious is the counterfeiting of brands of generic medicines, which are often marketed in developing countries, and I am delighted that the executive secretary of the World Health Organization’s anti-counterfeiting task force has spoken out in favour of the report, since it specifically refers to the health risks and rates the counterfeiting of medicines as being extremely serious. I therefore believe that we have to go ahead with this. I think the text of the directive introduces some important new points even compared with the Commission’s text, and that we have reached a positive compromise. I think it is important that the scope of the directive has been made clearer and also restricted, by excluding patents, for example, for which civil law remains the most suitable instrument for resolving disputes. Although this is a highly controversial text, my view is that we must not stop and that we cannot escape from the reality of these arguments. By harmonising our criminal measures we are taking a leap forwards in really developing the European single market, which is certainly helped by rules, but also by provisions like these which prevent the rules from being disregarded all the time. Acting at this level therefore aids and strengthens Europe as a political entity, but most of all it strengthens the idea of a Europe that is useful to its citizens."@en4
". Señor Presidente, Señorías, quiero dar las gracias al Comisario por sus palabras sobre este informe. Llegamos a esta votación parlamentaria con el respaldo de una votación muy amplia a favor de la Directiva por parte de la Comisión de Asuntos Jurídicos. Por esta razón, espero que una gran mayoría apoye este compromiso, porque en estos momentos hay poderosos intereses y grupos de presión que esperan que el Parlamento Europeo no haga nada. Ahora bien, creo que sería lesivo para la imagen y un daño político que, ante un delito tan devastador como la falsificación, el Parlamento Europeo se encogiera de hombros y dijese que Europa no puede hacer nada contra él. En el pasado, el Parlamento estuvo a la cabeza de la construcción del mercado único y de la Europa política y estoy convencido de que lo estará también en esta ocasión. Por fin culmina el proceso legislativo de esta importante directiva, y antes que nada quisiera dar las gracias a todos aquellos que en estos meses han dedicado sus energías a un debate apasionado y creo que sumamente útil, empezando por los ponentes alternativos y todo el personal, sin quienes no habría sido posible abordar temas tan complejos. Se han dichos muchas cosas de esta directiva; algunos comentarios estaban fundados, mientras que otros estaban fuera de lugar, entre otras cosas porque se trata de temas muy complejos. Me parece importante, pues, aclarar de qué estamos hablando. Esta es una directiva dirigida contra la delincuencia organizada, y he de subrayar que contra la delincuencia organizada en su forma tradicional y en la que ha ido adquiriendo recientemente. Es, por tanto, una directiva dirigida contra los daños que la delincuencia ocasiona a Europa a través de la falsificación de bienes y la violación del derecho a la propiedad intelectual. Muchos diputados me han preguntado en estos meses por qué debemos armonizar. Yo respondo que la delincuencia organizada es desde hace mucho una actividad ilegal que actúa a escala mundial, que no conoce fronteras y que puede contar con inmensos recursos. El Derecho, por el contrario, vive fragmentado en sistemas jurídicos diferentes y a veces contradictorios y, por tanto, es más débil. Se ha calculado que en los últimos diez años el volumen de mercancías falsificadas ha aumentado un 1 600 %, y creo que Europa debe hacer algo, pues hablamos de un mercado inmenso y de cosas muy concretas y materiales, es decir, juguetes, trajes, pañoletas, alimentos, cosméticos, sustancias químicas, productos gastronómicos con denominaciones falsas, gafas, discos compactos, DVD y otras cosas, o sea, todos los bienes que los ciudadanos europeos consumen cada día. Como se ha dicho, este fenómeno ocasiona un enorme perjuicio. Ocasiona un perjuicio a las industrias europeas, porque está claro que la falsificación altera las más elementales reglas del mercado y de la competencia, así como a los trabajadores, porque evidentemente quien produce bienes falsificados lo hace con total y absoluto desprecio por las leyes que protegen los derechos de quienes los fabrican y porque el falseamiento de los mercados a causa del dolo genera recesión y desempleo. Se ha dicho que en los últimos diez años este fenómeno ha dejado sin empleo en Europa a 125 000 personas. Por tanto, menoscaba la economía debido a la evasión fiscal y perjudica a los consumidores por el hecho de que, en este Parlamento, empleamos muchas horas en escribir reglamentos que protejan a los ciudadanos europeos, pero no luchando eficazmente contra la falsificación, y no tenemos ningún instrumento para hacer que esos reglamentos sean respetados. Considero especialmente grave la forma de falsificación de las marcas de medicamentos genéricos, que a menudo se venden en los países en desarrollo, y me complace mucho que el secretario ejecutivo del grupo de lucha contra la falsificación de la Organización Mundial de la Salud se haya pronunciado favorablemente sobre el informe, porque menciona específicamente los riesgos para la salud y califica las falsificaciones de fármacos de extremadamente graves. Considero, pues, que debemos avanzar. Pienso que el texto de la Directiva introduce importantes novedades también con respecto al texto de la Comisión y que hemos alcanzado un compromiso positivo. Creo que es importante que se haya aclarado y delimitado el ámbito de aplicación de la Directiva, por ejemplo excluyendo las patentes, para las que el Derecho civil sigue siendo el instrumento más adecuado para la solución de disputas. Si bien se trata de un texto muy controvertido, pienso que no debemos detenernos y que no se puede ignorar la realidad de estos argumentos. Con la armonización contra la delincuencia se da un salto adelante en la verdadera construcción del mercado único europeo, que sin duda favorecen las normas, pero también medidas como estas, que evitan que las normas sean continuamente incumplidas. Por tanto, actuar en este nivel ayuda y refuerza la identidad de una Europa política, pero sobre todo la idea de una Europa útil para sus ciudadanos."@es21
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@et5
". Arvoisa puhemies, hyvät kollegat, haluan kiittää komission varapuheenjohtajaa siitä, mitä hän kohteliaasti totesi tästä mietinnöstä. Lähestymme tätä parlamentin äänestystä sikäli luottavaisin mielin, että direktiivi sai oikeudellisten asioiden valiokunnassa pidetyssä äänestyksessä hyvin laajan tuen. Tämän vuoksi toivon, että suuri enemmistö tukee tätä kompromissia, koska vaikutusvaltaiset intressiryhmät ja lobbaajat toivovat tällä hetkellä, että Euroopan parlamentti ei tekisi mitään. Mielestäni olisi kuitenkin vahingoksi julkisuuskuvallemme ja poliittisestikin, jos parlamentti vain levittelisi käsiään turmiollisuudessaan väärennöksiin verrattavan rikollisuuden edessä ja sanoisi, ettei EU voi tehdä mitään tämän rikollisuuden torjumiseksi. Aiemmin parlamentti on ollut eturintamassa kehittämässä yhteismarkkinoita ja poliittista EU:ta, ja luotan siihen, että se pysyy eturintamassa tälläkin kertaa. Vihdoinkin loppu häämöttää tämän tärkeän direktiivin lainsäädäntöprosessissa. Haluan aivan ensimmäiseksi kiittää kaikkia niitä, jotka ovat viime kuukausina heittäytyneet kiihkeään ja omasta mielestäni erittäin hyödylliseen keskusteluun, ja aloitan varjoesittelijöistä ja kaikista virkamiehistä, joita ilman olisi ollut mahdotonta käsitellä näin monimutkaisia aiheita. Tästä direktiivistä on puhuttu paljon, joskus asiantuntevasti, joskus asiattomasti – myös sen vuoksi, että kyse on erittäin monimutkaisista kysymyksistä. Mielestäni on näin ollen tärkeää tehdä selväksi se, mistä on kyse. Tällä direktiivillä torjutaan järjestäytynyttä rikollisuutta, ja viime kädessä on korostettava sitä, että sillä torjutaan järjestäytynyttä rikollisuutta sekä sen perinteisessä muodossa että siinä muodossa, jossa se on alkanut viime aikoina ilmetä. Kyse on siten direktiivistä, jolla torjutaan vahinkoa, joka rikollisuudesta aiheutuu EU:lle tavaroiden väärentämisen ja teollis- ja tekijänoikeuksien loukkaamisen vuoksi. Näinä kuukausina monet jäsenet ovat kysyneet minulta, miksi meidän on yhdenmukaistettava. Vastaukseni on, että järjestäytynyt rikollisuus on ollut jo pitkään maailmanlaajuista toimintaa, joka ei tunne rajoja ja jolla on valtavasti voimavaroja. Oikeus on sitä vastoin pirstoutunut moniin, usein ristiriitaisiin oikeudellisiin järjestelmiin ja on sen tähden heikompi. On laskettu, että kymmenen viime vuoden aikana tavaraväärennösten määrä on lisääntynyt 1 600 prosenttia, ja mielestäni EU:n on tehtävä jotakin, koska puhumme valtavista markkinoista ja hyvin todellisista, aineellisista asioista, kuten leikkikaluista, vaatteista, kengistä, elintarvikkeista, kosmetiikasta, kemikaaleista, gastronomisista tuotteista, joilla on väärä alkuperänimitys, silmälaseista, CD-levyistä, DVD-levyistä ynnä muista tavaroista, toisin sanoen tavaroista, joita eurooppalaiset kuluttajat ostavat päivittäin. Kuten totesin, tästä toiminnasta aiheutuu valtavasti vahinkoa. Se vahingoittaa EU:n teollisuutta, koska on selvää, että väärentäminen muuttaa markkinoita ja kilpailua ohjaavia kaikkein alkeellisimpia sääntöjä, ja se vahingoittaa työntekijöitä. On nimittäin selvää, että ne, jotka väärentävät tavaroita, toimivat näin välittämättä lainkaan näiden tavaroiden valmistajien oikeuksia suojelevista laeista, ja tämän rikollisen toiminnan seurauksena syntyvät väärennösten markkinat aiheuttavat talouden taantumista ja työttömyyttä. On sanottu, että väärennösten takia EU:ssa on kymmenen viime vuoden aikana 125 000 ihmistä jäänyt työttömäksi. Tämä on ollut talouden kannalta vahingollista veronkierron vuoksi ja kuluttajien kannalta vahingollista, koska me täällä parlamentissamme käytämme tuntikausia säännösten laatimiseen Euroopan kansalaisten suojelemiseksi torjumatta kuitenkaan tosiasiallisesti väärennöksiä, eikä meillä ole välineitä panna näitä säännöksiä täytäntöön. Mielestäni erittäin vakava väärentämisen muoto ovat geneeristen lääkkeiden tavaramerkkiväärennökset, joita saatetaan usein kehitysmaiden markkinoille. Minua ilahduttaa, että Maailman terveysjärjestön väärennösten torjuntaa käsittelevää työryhmää johtava sihteeri on puhunut mietinnön puolesta, koska mietinnössä viitataan erityisesti terveysriskeihin ja siinä lääkkeiden väärentämistä pidetään erittäin vakavana asiana. Katson näin ollen, että meidän on jatkettava eteenpäin. Olen sitä mieltä, että direktiivitekstiin on sisällytetty joitakin tärkeitä uusia seikkoja myös komission tekstiin verrattuna ja että olemme saavuttaneet myönteisen kompromissin. Mielestäni on tärkeää, että direktiivin soveltamisalaa on selvennetty ja myös rajattu jättämällä sen ulkopuolelle esimerkiksi patentit, joiden osalta siviililainsäädäntö on edelleen tarkoituksenmukaisin väline riitojen ratkaisemiseksi. Vaikka tämä on hyvin kiistanalainen teksti, näkemykseni on, ettemme saa pysähtyä ja ettemme voi kiistää näiden perustelujen ajankohtaisuutta. Yhdenmukaistamalla rikosoikeudelliset toimenpiteemme otamme aimo askeleen eteenpäin EU:n sisämarkkinoiden tosiasiallisessa luomisessa. On selvää, että sisämarkkinat hyötyvät sääntöjen lisäksi myös tämänkaltaisista säännöksistä, joilla estetään sääntöjen jatkuva noudattamatta jättäminen. Näin ollen tämäntasoiset toimet hyödyttävät ja vahvistavat EU:n poliittista identiteettiä mutta ennen kaikkea niillä vahvistetaan käsitystä sellaisesta EU:sta, josta on kansalaisille hyötyä."@fi7
". Monsieur le Président, Mesdames et Messieurs, je souhaiterais remercier le commissaire pour ses propos aimables à l’égard de ce rapport. Nous nous présentons à ce vote parlementaire fort du soutien considérable apporté à la directive lors du vote de la commission des affaires juridiques. C’est pourquoi j’espère qu’une large majorité se prononcera en faveur de ce compromis, car de puissants intérêts et groupes de pression espèrent aujourd’hui que le Parlement européen ne fera rien. Je considère cependant qu’il serait néfaste pour notre image et dommageable politiquement que le Parlement se lave les mains d’un crime aussi dévastateur que la contrefaçon et prétende que l’Europe ne peut rien faire pour l’enrayer. Dans le passé, le Parlement a été à l’avant-garde de l’édification du marché unique et de l’Europe politique, et je suis convaincu qu’il se hissera cette fois encore à ce rang. Cette directive importante arrive finalement au terme de son parcours législatif. En premier lieu, je souhaiterais remercier toutes les personnes qui, durant les derniers mois, ont consacré leur énergie à un débat passionné et, à mes yeux, extrêmement utile, et tout d’abord les rapporteurs fictifs et l’ensemble des collaborateurs, sans lesquels nous n’aurions pu examiner des matières d’une telle complexité. Beaucoup a été dit sur cette directive: certains commentaires étaient fondés, tandis que d’autres n’étaient pas pertinents, en grande partie parce qu’il s’agit de sujets hautement complexes. Je pense par conséquent qu’il importe de définir clairement ce dont nous parlons. Nous traitons d’une directive contre la criminalité organisée et, dans son aboutissement, je dois le souligner, contre la criminalité organisée à la fois dans sa forme traditionnelle et dans la forme qu’elle a adoptée depuis peu. Cette directive est donc dirigée contre les dommages que la criminalité occasionne en Europe à travers la contrefaçon de marchandises et la violation de droits de propriété intellectuelle. Au cours de ces derniers mois, de nombreux députés m’ont demandé pourquoi une harmonisation était nécessaire. Je leur ai répondu que la criminalité organisée est depuis longtemps une activité mondiale, qui transcende les frontières et peut s’appuyer sur de riches ressources, alors qu’il existe autant de législations différentes que de systèmes juridiques, parfois contradictoires, ce qui rend le droit d’autant moins efficace. Il a été calculé que la quantité de contrefaçons a augmenté de 1600 % au cours des 10 dernières années, et il me semble que l’Europe doit faire quelque chose, parce que nous parlons là d’un marché considérable et de marchandises concrètes bien réelles, telles que des jouets, des articles d’habillement, des chaussures, des produits alimentaires, des cosmétiques, des substances chimiques, des produits gastronomiques ayant de fausses appellations d’origine, des lunettes, des disques compacts, des DVD et d’autres objets encore, soit en d’autres termes toutes les marchandises que les consommateurs européens achètent quotidiennement. Ainsi que je l’ai indiqué, cette activité provoque des dommages conséquents. Elle nuit aux industries européennes, parce que la contrefaçon bouleverse naturellement toutes les règles les plus élémentaires du marché et de la concurrence, et elle porte préjudice aux travailleurs, parce que les producteurs de contrefaçons opèrent naturellement dans le mépris le plus total des lois qui protègent les droits des ouvriers, et parce que les marchés de la contrefaçon résultant de ces activités criminelles induisent une récession et une aggravation du chômage. On considère que la contrefaçon a coûté 125 000 emplois en Europe ces 10 dernières années. En conséquence, elle nuit à l’économie en raison de la fraude fiscale et elle porte préjudice aux consommateurs parce que nous passons de longues heures, ici au Parlement, à rédiger des règlements qui protègent les citoyens européens, mais non à combattre efficacement la contrefaçon et nous ne disposons d’aucun moyen pour faire appliquer ces règlements. Une forme que je juge particulièrement grave a trait à la contrefaçon de marques de médicaments génériques, qui sont souvent écoulés sur les marchés des pays en développement, et je me réjouis que le secrétaire exécutif du groupe de travail contre la contrefaçon de l’Organisation mondiale de la santé se soit prononcé en faveur du rapport dès lors qu’il fait spécifiquement référence aux risques pour la santé et qu’il qualifie d’extrêmement grave la contrefaçon de médicaments. J’estime par conséquent que nous devons poursuivre nos efforts à cet égard. J’ai la conviction que le texte de la directive introduit quelques nouveaux éléments primordiaux, même par comparaison avec le texte de la Commission, et que nous sommes parvenus à un compromis positif. Il est important selon moi que le champ d’application de la directive ait été clarifié et restreint, notamment en excluant les brevets, pour lesquels le droit civil reste l’instrument le plus approprié pour résoudre les litiges. Bien que ce texte soit très controversé, je suis persuadé que nous ne devons pas arrêter et que nous ne pouvons nous soustraire à la réalité de ces considérations. En harmonisant nos mesures pénales, nous avançons considérablement sur la voie de la concrétisation réelle du marché unique européen, qui tire certes profit de règles, mais aussi de dispositions telles que celles-ci, qui empêchent que les règles ne soient constamment foulées aux pieds. L’action sur ce terrain favorise et consolide donc l’Europe en tant qu’entité politique, mais surtout, elle consolide la perception d’une Europe qui est utile pour ses citoyens."@fr8
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@hu11
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@lt14
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@lv13
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@mt15
". Mijnheer de Voorzitter, dames en heren, ik dank de commissaris voor hetgeen hij heeft gezegd over dit verslag. Gesterkt door de brede steun voor de richtlijn in de Commissie juridische zaken gaan wij nu over dit voorstel stemmen. Daarom hoop ik dat ook in de plenaire vergadering een grote meerderheid dit compromis steunt. Op dit moment hopen machtige belangen en lobby’s dat het Europees Parlement niets doet. Dat zou volgens mij schadelijk zijn voor ons imago, maar het Europees Parlement zou ook politieke averij oplopen als het de handen ten hemel zou heffen en zou zeggen dat Europa tegen dit misdrijf niets kan uitrichten. In het verleden liep het Europees Parlement voorop bij het werken aan de interne markt en het politieke Europa. Ik ben ervan overtuigd dat het ook deze keer het geval zal zijn. Voor deze belangrijke richtlijn is eindelijk de eindstreep in zicht. Ik zou in de eerste plaats al degenen willen bedanken die de afgelopen maanden hebben deelgenomen aan een debat dat de nodige hartstochten heeft opgewekt, maar dat volgens mij tegelijkertijd erg nuttig was. Op de eerste plaats gaat mijn dank uit naar de schaduwrapporteurs en naar alle medewerkers. Zonder hen zou het niet mogelijk zijn geweest deze complexe vraagstukken te behandelen. Er is veel gesproken over deze richtlijn; sommige reacties waren gegrond, terwijl andere de plank missloegen, niet in het minst vanwege de complexe aard van de materie. Het is daarom geloof ik belangrijk duidelijk te maken waar we het hier over hebben. Het is een richtlijn tegen de georganiseerde misdaad, zowel in zijn traditionele vorm als in de vorm die deze bedrijfstak de laatste tijd aanneemt. Het is met andere woorden een richtlijn tegen de schade die de misdaad Europa berokkent door goederen na te maken en inbreuk te maken op intellectuele-eigendomsrechten. Veel collega’s hebben mij de afgelopen maanden gevraagd waarom we dienen te harmoniseren. Ik heb hun geantwoord dat de georganiseerde criminaliteit al sinds lange tijd een ongeoorloofde activiteit is die op mondiale schaal wordt uitgeoefend, geen grenzen kent en beschikt over geweldig veel middelen. Daarentegen is het recht versnipperd over verschillende rechtsstelsels, die soms met elkaar in tegenspraak verkeren, en daardoor aan slagkracht inboeten. Volgens berekeningen is de hoeveelheid nagemaakte goederen de afgelopen tien jaar met 1 600 procent toegenomen. Ik denk dan ook dat Europa wat moet ondernemen, want we hebben het hier over een enorme markt en over zeer concrete dingen en materialen: speelgoed, kleding, schoeisel, levensmiddelen, cosmetica, chemische stoffen, gastronomische producten met valse oorsprongsbenamingen, brillen, cd’s, dvd’s enzovoort. Kortom, alle artikelen die de Europese burgers dagelijks kopen. Zoals gezegd richt dit verschijnsel enorm veel schade aan. De Europese nijverheid lijdt er schade door, omdat het namaken van producten alle elementaire regels voor de markt en de concurrentie verandert. Maar ook de werknemers en -neemsters ondervinden er nadeel van, want de producenten van nagemaakte producten hebben volledig lak aan wetten ter bescherming van de werknemers en het planmatig namaken van producten leidt tot recessie en werkloosheid. Er is opgemerkt dat dit verschijnsel de afgelopen tien jaar in Europa 125 000 extra werklozen heeft gecreëerd. Vanwege de belastingontduiking is dat schadelijk voor de economie, maar ook de consumenten lijden er schade door. In dit Parlement besteden we namelijk vele uren aan het opstellen van verordeningen om de Europese burgers te beschermen, maar als we de namaak van goederen niet doeltreffend bestrijden, hebben we geen enkel middel in handen om die verordeningen te doen naleven. Het namaken van generieke merkgeneesmiddelen is mijns inziens buitengewoon ernstig. Dergelijke geneesmiddelen worden veelal afgezet in ontwikkelingslanden. Het doet mij dan ook veel genoegen dat de uitvoerend secretaris van de namaakbestrijding van de Wereldgezondheidsorganisatie zich positief heeft uitgelaten over het verslag, omdat het specifiek melding maakt van de gezondheidsrisico’s en de namaak van geneesmiddelen als zeer ernstig beoordeelt. Daarom vind ik dat we verder moeten gaan. De ontwerprichtlijn bevat ook in vergelijking met de tekst van de Commissie belangrijke nieuwe voorstellen en het bereikte compromis is positief. Mijns inziens is het belangrijk dat we meer duidelijkheid hebben geschapen en het toepassingsgebied van de richtlijn hebben versmald, bijvoorbeeld door octrooien uit te sluiten, daar het burgerlijk wetboek het meest geschikte instrument blijft om geschillen daarover op te lossen. Hoewel dit een zeer omstreden tekst is, meen ik dat we geen pas op de plaats moeten maken en dat we ons niet kunnen onttrekken aan deze concrete argumenten. Door de strijd tegen de misdaad te harmoniseren maken we een sprong voorwaarts bij de totstandbrenging van een echte Europese interne markt. Die markt heeft natuurlijk baat bij regels maar ook bij maatregelen die voorkomen dat de regelgeving nooit wordt nageleefd. Hiermee schragen en versterken wij de Europese identiteit van het politieke Europa en bevorderen we vooral het idee dat Europa nuttig is voor de Europese burgers."@nl3
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@pl16
"Senhor Presidente, Senhoras e Senhores Deputados, desejo agradecer ao Senhor Comissário as amáveis palavras sobre este relatório. Chegamos a esta votação parlamentar na posição confortável de ter recebido um apoio muito significativo para a directiva na votação na Comissão dos Assuntos Jurídicos. É por esta razão que espero que uma vasta maioria dê o seu apoio a este compromisso, porque fortes interesses e lobbies esperam que o Parlamento Europeu nada faça. Todavia, penso que comprometerá a nossa imagem e que nos prejudicará em termos políticos se o Parlamento levar as mãos à cabeça perante um crime tão devastador como a contrafacção e disser que a Europa não pode fazer nada para o combater. No passado, o Parlamento esteve na linha da frente da construção do mercado único e da Europa política, e estou convencido de que é aí que estará desta vez. Estamos finalmente a chegar ao termo do processo legislativo desta importante directiva, e desejo agradecer a todos os que dedicaram a sua energia nos últimos meses a um debate apaixonado e, no meu entender, extremamente útil, começando pelos relatores-sombra e todo o pessoal, sem quem não teria sido possível abordar estes temas tão complexos. Sobre esta directiva foram ditas muitas coisas; algumas das observações foram feitas com conhecimento de causa, enquanto outras não o foram, em virtude de se tratar de temas extremamente complexos. Penso, por conseguinte, que é importante clarificar o que estamos a falar. Trata-se de uma directiva contra a criminalidade organizada, e devo salientar que é contra a criminalidade organizada tanto na sua forma tradicional como na forma que tem adoptado recentemente. É, pois, uma directiva contra os danos que o crime causa à Europa através da contrafacção de bens e da violação dos direitos de propriedade intelectual. Durante os últimos meses, muitos colegas perguntaram-me por que razão temos de harmonizar. A minha resposta é que a criminalidade organizada é já há muito tempo uma actividade a nível global que não conhece fronteiras e pode contar com vastos recursos. O direito, pelo contrário, está fragmentado em muitos, e por vezes contraditórios, sistemas jurídicos e, por isso, é mais débil. Calcula-se que nos últimos 10 anos o volume dos bens contrafeitos aumentou 1600%, e penso que a Europa deve fazer alguma coisa, porque estamos a falar de um mercado vasto e de coisas concretas e materiais, como brinquedos, vestuário, calçado, alimentos, cosméticos, substâncias químicas, produtos gastronómicos com denominações de origem falsas, óculos, discos compactos, DVD, etc., ou seja, produtos que os consumidores europeus adquirem diariamente. Como já afirmei, esta actividade causa enormes danos. Prejudica a indústria europeia, porque, como é óbvio, a contrafacção altera todas as regras elementares do mercado e da concorrência, e causa danos aos trabalhadores, porque, como é evidente, quem produz bens contrafeitos fá-lo no desrespeito total das leis que protegem os direitos das pessoas que os produzem e porque os mercados da contrafacção resultantes destas actividades criminosas causam recessão e desemprego. Estima-se que a contrafacção foi responsável nos últimos 10 anos na Europa por 125 000 novos desempregados. Como consequência, causa danos à economia devido à evasão fiscal e causa danos aos consumidores, porque aqui no Parlamento dedicamos muitas horas de trabalho a elaborar regulamentos para proteger os cidadãos europeus mas não a lutar efectivamente conta a contrafacção e não temos instrumentos para fazer respeitar estes regulamentos. Considero particularmente grave a forma de contrafacção das marcas dos medicamentos genéricos, que são frequentemente comercializados nos países em desenvolvimento, e congratulo-me por o Secretário executivo da anticontrafacção da Organização Mundial de Saúde se ter pronunciado positivamente sobre o relatório, dado que se refere especificamente aos riscos para a saúde e considera a contrafacção de medicamentos extremamente grave. Sou, por conseguinte, de opinião que temos de prosseguir. Penso que o texto da directiva introduz importantes novidades comparativamente ao texto da Comissão e que alcançámos um compromisso positivo. Penso que é importante que o âmbito de aplicação da directiva se tenha tornado mais claro e também limitado, excluindo as patentes, por exemplo, para as quais o código civil continua a ser o instrumento mais adequado para a resolução de litígios. Muito embora se trate de um texto altamente controverso, penso que não devemos parar e que não podemos fugir da realidade destes argumentos. Com a harmonização das nossas medidas contra o crime estamos a dar um grande salto em frente na verdadeira construção do mercado único europeu, que é sem dúvida favorecido por regras, mas também por disposições como estas que evitam que as regras sejam constantemente desrespeitadas. Por conseguinte, actuar a este nível ajuda e reforça a Europa enquanto entidade política, mas principalmente reforça a ideia de uma Europa que é útil aos cidadãos europeus."@pt17
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@ro18
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@sk19
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione. Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione. Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi. Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale. Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno. Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione. E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati. Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci. Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie. Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei."@sl20
". Herr talman, mina damer och herrar! Jag vill tacka kommissionsledamoten för hans vänliga ord om detta betänkande. Vi befinner oss i den bekväma positionen under denna parlamentsomröstning att vi nyligen fått ett mycket betydelsefullt stöd för direktivet vid omröstningen i utskottet för rättsliga frågor. Därför hoppas jag att en stor majoritet kommer att stödja denna kompromiss, eftersom mäktiga intressen och lobbygrupper nu hoppas att Europaparlamentet inte kommer att göra någonting. Jag tror dock att det skulle skada bilden av EU och skada oss politiskt om parlamentet gav upp inför ett så förödande brott som varumärkesförfalskning och sa att EU inte kan göra något för att bekämpa det. Tidigare har parlamentet gått i bräschen för att utveckla den gemensamma marknaden och för att utveckla ett politiskt EU, och jag är övertygad om att det nu kommer att göra det igen. Lagstiftningsförfarandet för detta viktiga direktiv närmar sig äntligen sitt slut, och jag vill först av allt tacka alla de som under de senaste månaderna har ägnat sin energi åt en passionerad och enligt min åsikt oerhört nyttig debatt, främst skuggföredragandena och all personal, utan vilka det inte hade varit möjligt att behandla dessa komplexa frågor. Mycket har sagts om detta direktiv, och några av kommentarerna har varit välgrundade medan andra har missat poängen, inte minst för att dessa frågor är mycket komplexa. Jag anser därför att det är viktigt att klargöra vad vi talar om. Detta är ett direktiv mot organiserad brottslighet och i längden, måste jag betona, mot organiserad brottslighet i både dess traditionella form och i den form som den nyligen antagit. Det är alltså ett direktiv mot de skador som brottsligheten orsakar för EU genom förfalskade varor och intrång i immateriella rättigheter. Under dessa månader har många ledamöter frågat mig varför vi behöver en harmonisering. Mitt svar är att den organiserade brottsligheten länge har varit en global verksamhet utan gränser och med enorma resurser. Lagstiftningen däremot är splittrad i många, ibland motstridiga, rättssystem, vilket gör den svagare. Det har beräknats att mängden förfalskade varor under de tio senaste åren har ökat med 1 600 procent, och jag anser att EU måste göra något, för vi talar om en enorm marknad och om mycket verkliga materiella ting, som leksaker, kläder, skor, livsmedel, kosmetika, kemikalier, gastronomiska produkter med falska ursprungsbeteckningar, glasögon, cd-skivor, dvd-skivor och annat, med andra ord varor som EU:s konsumenter köper varje dag. Denna verksamhet orsakar som sagt enorma skador. Den skadar EU:s industrier, eftersom varumärkesförfalskning naturligtvis förändrar alla de mest grundläggande marknads- och konkurrensreglerna och den skadar arbetstagarna, eftersom de som tillverkar förfalskade varor gör det utan någon som helst hänsyn till lagstiftningen om skydd av rättigheterna för de personer som tillverkar varorna, och eftersom de marknader för förfalskade varor som uppstått på grund av denna brottsliga verksamhet orsakar lågkonjunktur och arbetslöshet. Varumärkesförfalskningen sägs ha gjort 125 000 människor arbetslösa i Europa under de tio senaste åren. Den skadar följaktligen ekonomin på grund av skatteflykt och den skadar konsumenterna, eftersom vi här i parlamentet tillbringar många timmar med att utarbeta bestämmelser för att skydda EU-medborgarna, men om vi inte bekämpar varumärkesförfalskningen effektivt har vi inga möjligheter att tillämpa dessa skyddsbestämmelser. En typ av förfalskning som jag betraktar som särskilt allvarlig är förfalskningen av generiska läkemedel, som ofta marknadsförs i utvecklingsländer, och det gläder mig innerligt att exekutivsekreteraren för Världshälsoorganisationens (WHO) arbetsgrupp för bekämpning av varumärkesförfalskning har uttalat sig positivt om betänkandet, särskilt eftersom man hänvisar till hälsoriskerna och slår fast att förfalskning av läkemedel är oerhört allvarligt. Jag anser därför att vi måste arbeta vidare med denna fråga. Jag anser dessutom att vissa viktiga nya frågor införts i direktivet även jämfört med kommissionens text, och att vi har nått en positiv kompromiss. Jag menar att det är viktigt att direktivets räckvidd har blivit tydligare och också mer restriktiv, till exempel genom uteslutande av patent, för vilket civilrätten fortfarande är det lämpligaste tvistlösningsinstrumentet. Även om detta är en mycket kontroversiell text anser jag att vi inte får ge upp och vi kan inte heller bortse från att dessa argument är sanna. Genom att harmonisera våra straffrättsliga åtgärder tar vi ett stort steg framåt för att verkligen utveckla EU:s inre marknad. Att införa regler bidrar visserligen till detta, men vi behöver även bestämmelser för att förhindra att dessa regler ständigt åsidosätts. Åtgärder på denna nivå hjälper och stärker därför EU som politisk enhet, men mest av allt stärker de tanken med ett EU som medborgarna har nytta av."@sv22
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