Local view for "http://purl.org/linkedpolitics/eu/plenary/2007-03-28-Speech-3-260"

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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@ro18
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@et5
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@sl20
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@mt15
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@cs1
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@sk19
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@lt14
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@pl16
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
lpv:translated text
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@hu11
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"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
lpv:translated text
"Hr. formand, mine damer og herrer! Jeg vil gerne takke ordføreren, hr. Belet, for hans bidrag til betænkningen om fremtiden for professionel fodbold i Europa. Efter min opfattelse er Europa ved at gennemgå en periode med stor usikkerhed og oplever en refleksionsfase. Dette kan også ses i en menneskelig dimension, som er meget vigtig for Europas borgere, nemlig sport generelt og især fodbold på grund af deres opdragelsesmæssige funktion og den rolle, de spiller i den sociale og kulturelle integration og også i bekæmpelsen af diskrimination. Denne integrationsproces skyldes til dels de positive effekter af Bosman-dommen, som i 1995 var med til at skabe bevægelsesfrihed for fodboldspillere. I denne forbindelse bør det imidlertid understreges, at professionel fodbold udgør en økonomisk aktivitet, som er omfattet af artikel 2 i EF-traktaten. På det finansielle niveau er den nævnte integration ikke fuldt gennemført, til dels på grund af konkurrenceforvridninger på fodboldmarkedet, som skyldes forskellige skattesystemer i de forskellige lande i EU. I nogle lande er skattereglerne fordelagtige, og klubberne kan derfor betale deres spillere en hel del mere end de lønninger, som andre klubbers budgetter kan holde til. Endelig bør vi ikke undlade at fremhæve, igen med hensyn til fodbold, at forslaget om harmonisering i Fællesskabet af tildeling af tv-rettigheder ikke er nogen rigtig prioritet. Det skyldes de historiske, kulturelle og især markedsmæssige forskelle mellem de forskellige lande i EU samt konflikten med subsidiaritetsprincippet som et grundprincip, der bør respekteres. Hr. formand, for fem år siden talte jeg her i Parlamentet om behovet for et europæisk sportsagentur. Jeg mener, at det i dag er mere nødvendigt end nogensinde før."@da2
lpv:translated text
"Arvoisa puhemies, hyvät kollegat, haluan kiittää esittelijä Ivo Beletiä hänen panoksestaan tämän ammattilaisjalkapalloilun tulevaisuutta Euroopassa käsittelevän mietinnön hyväksi. Mielestäni tilanne on Euroopassa tällä hetkellä erityisen epävarma ja käynnissä on pohdintavaihe. Tämä näkyy myös siinä inhimillisessä ulottuvuudessa, joka on hyvin tärkeä Euroopan kansalaisille ja jolla tarkoitan yleensä urheilua ja erityisesti jalkapalloa kummallakin olevan kasvatuksellisen tehtävän ja sen roolin vuoksi, joka niillä on sosiaalisessa ja kulttuurisessa integroitumisessa ja myös syrjäytymisen torjunnassa. Tämän integroitumisprosessi johtui osittain niistä myönteisistä vaikutuksista, joita oli asiassa Bosman annetulla ratkaisulla, jolla oli vuonna 1995 tarkoitus luoda jalkapalloilijoiden vapaa liikkuvuus. Tässä yhteydessä on kuitenkin tähdennettävä sitä, että ammattilaisjalkapalloilu on Euroopan yhteisön perustamissopimuksen 2 artiklassa tunnustettua taloudellista toimintaa. Taloudellisella tasolla mainittua integraatiota ei ole toteutettu täydellisesti, mikä johtuu osittain jalkapalloilumarkkinoilla ilmenevästä kilpailun vääristymisestä, joka taas johtuu siitä, että unionin eri maissa sovelletaan erilaisia verotusjärjestelmiä. Näin ollen joissakin maissa verotus on edullista, jolloin näiden maiden seurat voivat maksaa jalkapalloilijoille paljon suurempia palkkioita kuin mitä muiden seurojen budjetit kestävät. Lopuksi emme saa jättää mainitsematta – edelleen jalkapalloilun osalta – että ehdotus tv-lähetysoikeuksien jakamisen yhdenmukaistamisesta yhteisössä ei ole todellinen painopiste. Tämä johtuu Euroopan unionin eri maiden historiallisista ja kulttuurisista eroista ja ennen kaikkea markkinoiden eroista sekä ristiriidasta toissijaisuusperiaatteen kanssa. Tämä periaate on perusperiaate, jota on kunnioitettava. Arvoisa puhemies, viisi vuotta sitten esitin tässä istuntosalissa, että tarvitsemme Euroopan urheiluvirastoa. Mielestäni se olisi nyt tarpeellisempi kuin koskaan."@fi7
lpv:translated text
"Mijnheer de Voorzitter, dames en heren, ik wil de heer Belet danken voor zijn bijdrage aan het verslag over de toekomst van het beroepsvoetbal in Europa. Europa maakt naar mijn mening een periode van bijzondere onzekerheid door en zit tegelijkertijd in een fase van bezinning. Dat komt duidelijk tot uiting in de menselijke dimensie die voor de Europese burgers heel belangrijk is. Deze menselijke dimensie is een kenmerk van sport in het algemeen en van voetbal in het bijzonder, gezien de educatieve waarde van sport, de maatschappelijke en culturele integratie die zij teweeg kan brengen, de hulp die zij kan bieden in de strijd tegen discriminatie. Dit integratieproces is deels te danken aan de positieve effecten van het Bosman-arrest, waarmee in 1995 de mobiliteit van voetballers tot stand werd gebracht. In dit verband moet er echter wel op gewezen worden dat beroepsvoetbal een economische bedrijvigheid is die erkend wordt door artikel 2 van het Verdrag tot oprichting van de Europese Geemenschap. In financieel opzicht is de bepleite integratie dan ook onvolledig tot stand gekomen, onder andere vanwege de oneerlijke concurrentie op de voetbalmarkt. Dat is te wijten aan de verschillende belastingstelsels die de diverse landen van de Unie hanteren. Sommige landen zijn fiscaal gezien voordelig, waardoor hun clubs veel hogere salarissen aan hun voetballers kunnen uitbetalen dan clubs van andere landen. Tenslotte willen wij er absoluut op wijzen dat het voorstel van een in communautair opzicht gelijke verdeling van de televisierechten tussen de verschillende landen van de Europese Unie geen echte prioriteit voor de voetbalsector is, gezien de historische, culturele en vooral marktverschillen die er momenteel zijn. Het voorstel is tevens in strijd met het subsidiariteitsbeginsel, een grondbeginsel dat gerespecteerd dient te worden. Mijnheer de Voorzitter, vijf jaar geleden heb ik in dit Huis voorgesteld om een Europees sportagentschap op te richten. Ik geloof dat daar vandaag de dag meer dan ooit behoefte aan is."@nl3
lpv:translated text
"Herr talman, mina damer och herrar! Jag vill tacka föredraganden, Ivo Belet, för hans bidrag till betänkandet om framtiden för professionell fotboll i Europa. Jag anser att EU genomgår en period av stor osäkerhet och befinner sig i ett tillstånd av eftertanke. Detta kan också ses i en mänsklig dimension som är mycket viktig för EU-medborgarna, nämligen idrott i allmänhet och i synnerhet fotboll, på grund av deras uppfostrande funktion och den roll de spelar i den sociala och kulturella integrationen och även för att bekämpa diskrimineringen. Denna integrationsprocess orsakades delvis av de positiva verkningarna av Bosmandomen, genom vilken man 1995 avsåg att skapa fri rörlighet för fotbollsspelare. I detta sammanhang bör det emellertid påpekas att proffsfotboll är en ekonomisk verksamhet som erkänns enligt artikel 2 i fördraget om upprättandet av Europeiska gemenskapen. På ekonomisk nivå har den omtalade integreringen inte genomförts fullständigt, delvis på grund av den snedvridning av konkurrensen på fotbollsmarknaden som orsakas av skilda skattesystem i de olika länderna i EU. I vissa länder är sålunda beskattningen fördelaktig och gör det möjligt för deras klubbar att betala fotbollsspelarna mycket mer än andra klubbudgetar orkar med. Slutligen bör vi inte underlåta, åter med hänvisning till fotbollen, att framhäva att förslaget om en gemenskapsharmonisering vid tilldelningen av tv-rättigheter inte har någon verklig prioritet. Detta beror på de historiska, kulturella och framför allt marknadsmässiga skillnaderna mellan de olika EU-länderna samt på konflikten med principen om subsidiariteten som en grundläggande princip som bör respekteras. För fem år sedan framhävde jag i denna kammare behovet av en europeisk idrottsbyrå. Jag anser att behovet av denna byrå i dag är större än någonsin."@sv22
lpv:translated text
"Κύριε Πρόεδρε, κυρίες και κύριοι, θα ήθελα να ευχαριστήσω τον εισηγητή, κ. Belet, για τη συμβολή του στην έκθεση σχετικά με το μέλλον του επαγγελματικού ποδοσφαίρου στην Ευρώπη. Κατά την άποψή μου, η Ευρώπη διανύει μια περίοδο ιδιαίτερης αβεβαιότητας και βιώνει μια περίοδο προβληματισμού. Αυτό καθίσταται εμφανές και σε μια ανθρώπινη διάσταση, η οποία είναι πολύ σημαντική για τους ευρωπαίους πολίτες και η οποία αντιπροσωπεύεται από τον αθλητισμό γενικά και από το ποδόσφαιρο ειδικότερα, εξαιτίας της παιδαγωγικής τους λειτουργίας και του ρόλου που διαδραματίζουν στην κοινωνική και πολιτισμική ενσωμάτωση, καθώς και στην καταπολέμηση των διακρίσεων. Αυτή η διαδικασία ενσωμάτωσης οφείλεται εν μέρει και στα θετικά αποτελέσματα που προέκυψαν από την απόφαση Bosman, η οποία το 1995 προσπάθησε να επιτύχει την ελεύθερη κυκλοφορία των ποδοσφαιριστών. Σε αυτό όμως το πλαίσιο, θα πρέπει να επισημανθεί ότι το επαγγελματικό ποδόσφαιρο αποτελεί οικονομική δραστηριότητα, η οποία αναγνωρίζεται από το άρθρο 2 της Συνθήκης για την ίδρυση της Ευρωπαϊκής Κοινότητας. Σε οικονομικό επίπεδο, η προαναφερθείσα ενσωμάτωση δεν βρίσκει πλήρη εφαρμογή, εν μέρει εξαιτίας των στρεβλώσεων στον ανταγωνισμό της ποδοσφαιρικής αγοράς, οι οποίες έχουν δημιουργηθεί λόγω των διαφορετικών φορολογικών συστημάτων στις διάφορες χώρες της Ένωσης. Επομένως, σε ορισμένες χώρες η φορολογία είναι ευνοϊκή, επιτρέποντας στους συλλόγους τους να καταβάλλουν στους ποδοσφαιριστές πολύ υψηλότερες αμοιβές από αυτές που μπορούν να αντέξουν οι προϋπολογισμοί άλλων συλλόγων. Τέλος, ας μην αμελήσουμε να επισημάνουμε, και πάλι σε σχέση με το ποδόσφαιρο, ότι η πρόταση για κοινοτική εναρμόνιση όσον αφορά τη διανομή των τηλεοπτικών δικαιωμάτων δεν αποτελεί πραγματική προτεραιότητα. Αυτό οφείλεται στις ιστορικές και πολιτισμικές διαφορές και, προπάντων, στις διαφορές της αγοράς μεταξύ των διαφόρων χωρών της Ευρωπαϊκής Ένωσης, καθώς και στη σύγκρουση με την αρχή της επικουρικότητας ως βασικής αρχής, η οποία οφείλει να γίνεται σεβαστή. Κύριε Πρόεδρε, πριν από πέντε χρόνια πρότεινα σε αυτήν την Αίθουσα την ανάγκη σύστασης ενός ευρωπαϊκού αθλητικού οργανισμού. Πιστεύω ότι σήμερα ο οργανισμός αυτός είναι περισσότερο αναγκαίος από ποτέ."@el10
lpv:translated text
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L'Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un'attività economica riconosciuta dall'articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l'integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell'Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro club di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri club. Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un'omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell'Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest'Aula ho proposto la necessità di un'agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@lv13
lpv:unclassifiedMetadata
"Mario Mantovani (PPE-DE ). –"18,5,20,15,1,19,14,16,11,13
lpv:translated text
"Senhor Presidente, Senhoras e Senhores Deputados, gostaria de agradecer ao relator, o senhor deputado Belet, pelo seu contributo para o relatório sobre o futuro do futebol profissional na Europa. Considero que a Europa está a passar por um período de particular incerteza e a viver uma fase de reflexão. Isso manifesta-se também numa dimensão humana que é muito importante para os cidadãos europeus, representada, precisamente, pelo desporto em geral e pelo futebol em particular, devido à sua função educativa e ao seu papel na integração sócio-cultural e também no combate à discriminação. Esse papel de integração deveu-se, em parte, às consequências positivas do Acórdão Bosman, o qual, em 1995, estabeleceu a liberdade de circulação também para os jogadores de futebol. Neste contexto devemos, contudo, salientar que o futebol profissional constitui uma actividade económica reconhecida pelo artigo 2.º do Tratado que institui a Comunidade Europeia. No plano financeiro, a integração referida não foi cabalmente aplicada, em parte devido às distorções da concorrência no mercado do futebol, causadas por diferentes sistemas de tributação nos vários países da União. Assim, em alguns países, a tributação é vantajosa, permitindo que os seus clubes paguem aos futebolistas salários muito mais elevados do que os que poderiam ser suportados pelos orçamentos de outros clubes. Finalmente, não podemos deixar de salientar, ainda no tocante ao futebol, que a proposta de harmonização comunitária na atribuição dos direitos televisivos não é uma verdadeira prioridade. Isto devido às diferenças históricas, culturais e, sobretudo, de mercado entre os vários países da União Europeia, e também a um conflito com o princípio da subsidiariedade, um princípio básico que tem de ser respeitado. Senhor Presidente, há cinco anos, nesta Assembleia, referi a necessidade de criação de uma agência para o desporto. Penso que ela é hoje mais necessária do que nunca."@pt17
lpv:translated text
"Herr Präsident, meine Damen und Herren! Ich danke dem Berichterstatter, Herrn Belet, für seinen Beitrag zu dem Bericht über die Zukunft des Profifußballs in Europa. Meiner Ansicht nach durchlebt Europa gegenwärtig eine Periode besonderer Unsicherheit und befindet sich in einer Phase der Reflexion. Das wird auch an der menschlichen Dimension erkennbar, die für die europäischen Bürger so wichtig ist, nämlich der Sport im Allgemeinen und der Fußball im Besonderen, und zwar wegen ihrer erzieherischen Funktion und der Rolle, die sie bei der sozialen und kulturellen Integration sowie bei der Bekämpfung der Diskriminierung spielen. Dieser Integrationsprozess wurde teilweise durch die positiven Auswirkungen des Bosman-Urteils hervorgerufen, das 1995 erlassen wurde, um Freizügigkeit für Fußballspieler zu verwirklichen. Vor diesem Hintergrund muss jedoch auch darauf hingewiesen werden, dass Profifußball eine Wirtschaftstätigkeit ist, die in Artikel 2 des Vertrags zur Gründung der Europäischen Gemeinschaft anerkannt wird. Auf finanzieller Ebene wurde die geforderte Integration nämlich nicht vollständig verwirklicht, was teilweise auf die Wettbewerbsverzerrungen auf dem Fußballmarkt zurückzuführen ist, die durch die unterschiedlichen Steuersysteme in den verschiedenen Ländern der Union verursacht werden. Demzufolge erlaubt es eine günstige Besteuerung in einigen Ländern deren Vereinen, den Fußballern wesentlich höhere Gagen zu zahlen, als sie von den Budgets anderer Vereine verkraftet werden können. Schließlich können wir nicht umhin hervorzuheben, ebenso mit Blick auf den Fußball, dass der Vorschlag zur Harmonisierung bei der Aufteilung der Fernsehrechte keine wirkliche Priorität darstellt. Und zwar wegen der historischen, kulturellen und vor allem den Markt betreffenden Unterschiede zwischen den verschiedenen Ländern der Europäischen Union, und auch wegen des Widerspruchs zum Subsidiaritätsgrundsatz, der ein Grundprinzip darstellt, das geachtet werden muss. Herr Präsident, vor fünf Jahren wies ich in diesem Hohen Haus auf die Notwendigkeit einer Europäischen Sportagentur hin. Ich denke, heute ist sie nötiger denn je."@de9
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"Mr President, ladies and gentlemen, I should like to thank the rapporteur, Mr Belet, for his contribution to the report on the future of professional football in Europe. In my view, Europe is going through a period of particular uncertainty and is experiencing a stage of reflection. This can also be seen in a human dimension that is very important for European citizens, which is sport in general and football in particular, because of their educational function and the role they play in social and cultural integration and also in combating discrimination. This integration process was caused in part by the positive effects produced by the Bosman ruling, which in 1995 set out to create freedom of movement for football players. In this context it should, however, be pointed out that professional football constitutes an economic activity recognised by Article 2 of the Treaty establishing the European Community. On the financial level the integration referred to has not been fully implemented, partly because of distortions in competition on the football market, caused by differing tax systems in the various countries of the Union. Thus, in some countries taxation is advantageous, allowing their clubs to pay footballers quite a lot more than the payments that other clubs’ budgets can withstand. Finally, we should not neglect to highlight, again with regard to football, that the proposal for Community harmonisation in the allocation of television rights is not a real priority. This is because of the historical, cultural and above all market differences between the various European Union countries, as well as the conflict with the principle of subsidiarity as a basic principle that ought to be respected. Mr President, five years ago in this Chamber I put forward the need for a European sports agency. I believe that today it is more necessary than ever."@en4
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"Señor Presidente, Señorías, me gustaría dar las gracias al ponente, el señor Belet, por su contribución al informe sobre el futuro del fútbol profesional en Europa. En mi opinión, Europa está atravesando un periodo de incertidumbre y una etapa de reflexión. Esto también puede verse en una dimensión humana muy importante para los ciudadanos europeos, que es el deporte en general y el fútbol en particular, dada su función educativa y el papel que desempeñan en la integración social y cultural y también en la lucha contra la discriminación. Este proceso de integración vino provocado en parte por los efectos positivos producidos por la sentencia Bosman que en 1995 estableció la libre circulación de los jugadores de fútbol. Sin embargo, en este contexto, cabría señalar que el fútbol profesional constituye una actividad económica reconocida por el artículo 2 del Tratado constitutivo de la Comunidad Europea. En el plano económico, la integración a la que se hace referencia no ha sido plenamente aplicada, en parte a causa de las distorsiones de la competencia en el mercado del fútbol causadas por los diferentes sistemas fiscales de los distintos países de la Unión. Así pues, en algunos países la fiscalidad resulta ventajosa, permitiendo a sus clubes pagar a los futbolistas bastante más de lo que los presupuestos de otros clubes pueden asumir. Por último, no deberíamos olvidarnos de destacar, de nuevo con respecto al fútbol, que la propuesta de la armonización comunitaria en la concesión de los derechos de televisión no es una prioridad real. Esto se debe a diferencias históricas, culturales y, sobre todo, de mercado entre los distintos países de la Unión Europea, así como al conflicto con el principio de subsidiariedad, un principio fundamental que debería respetarse. Señor Presidente, hace cinco años en esta Cámara presenté la necesidad de crear una agencia europea de los deportes. Creo que hoy es más necesaria que nunca."@es21
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"Monsieur le Président, Mesdames et Messieurs, je voudrais remercier le rapporteur, M. Belet, pour sa contribution au rapport sur l’avenir du football professionnel en Europe. Selon moi, l’Europe connaît une période particulière d’incertitude et traverse une phase de réflexion. Nous le constatons également à un niveau humain très important pour les citoyens européens, à savoir le sport en général et le football en particulier, étant donné la fonction d’éducation et le rôle qu’ils jouent dans l’intégration sociale et culturelle ainsi qu’en matière de lutte contre les discriminations. Ce processus d’intégration est en partie le résultat des effets positifs de l’arrêt Bosman, qui en 1995 a instauré la libre circulation des joueurs de football. Dans ce contexte, il convient toutefois de souligner que le football professionnel constitue une activité économique reconnue par l’article 2 du traité établissant la Communauté européenne. Au niveau financier, l’intégration évoquée n’a pas été totalement mise en œuvre, en partie à cause de distorsions de la concurrence sur le marché du football, causées par les différences entre les systèmes fiscaux des états membres de l’Union. Dans certains pays, la fiscalité plus avantageuse permet aux clubs de payer leurs footballeurs bien plus que ce que les budgets des autres clubs ne pourraient supporter. Enfin, nous ne pouvons oublier de souligner, toujours en ce qui concerne le football, que la proposition d’une harmonisation communautaire en matière d’octroi des droits de retransmission ne constitue pas une réelle priorité, vu les différences historiques, culturelles et surtout de marché entre les États membres de l’UE, sans parler du conflit avec le principe fondamental de subsidiarité qu’il convient de respecter. Monsieur le Président, il y a cinq ans, j’ai parlé devant cette Assemblée de la nécessité d’une agence européenne du sport. Je pense qu’elle est plus nécessaire aujourd’hui que jamais."@fr8
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore Belet per il suo contributo alla relazione sul futuro del calcio professionistico in Europa. L’Europa, a mio avviso, sta attraversando un periodo di particolare incertezza e vive una fase di riflessione e ciò si evidenzia anche in una dimensione umana, così importante per i cittadini europei, rappresentata proprio dallo sport in generale e in particolare dal calcio, per la loro funzione educativa, il ruolo di integrazione sociale e culturale nonché per la lotta alla discriminazione. Un processo di integrazione dovuto in parte anche agli effetti positivi conseguenti alla sentenza Bosman, che nel 1995 ha inteso realizzare, pur nel settore calcistico, la libertà di circolazione degli sportivi. In questo contesto va però anche puntualizzato come il calcio a livello professionistico costituisca un’attività economica riconosciuta dall’articolo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. Sul piano finanziario infatti l’integrazione invocata non trova completa attuazione anche a causa delle distorsioni alla concorrenza del mercato calcistico, create proprio da una fiscalità differente tra i vari paesi dell’Unione. Una fiscalità vantaggiosa dunque per alcuni paesi, che permette ai loro di erogare emolumenti ai calciatori assai più elevati di quelli che possono essere tollerati dai bilanci di altri . Non possiamo infine non evidenziare, sempre in tema calcistico, come non rappresenti una vera priorità la proposta di un’omogeneizzazione comunitaria della ripartizione dei diritti televisivi, alla luce di differenze storiche, culturali, e soprattutto di mercato, tra i vari paesi dell’Unione europea, nonché in contrasto col principio di sussidiarietà che ha un valore base da rispettare. Presidente, cinque anni fa in quest’Aula ho proposto la necessità di un’agenzia europea dello sport. Credo che oggi sia più che mai necessaria."@it12
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