Local view for "http://purl.org/linkedpolitics/eu/plenary/2006-09-27-Speech-3-018"

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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@et5
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"a nome del gruppo UEN"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
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"Romano Maria La Russa,"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@sl19
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@mt15
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@cs1
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"Romano Maria La Russa,"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@sk18
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@lt14
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@pl16
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"a nome del gruppo UEN"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
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"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@hu11
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"a nome del gruppo UEN"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
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"Romano Maria La Russa,"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"Hr. formand, mine damer og herrer! Jeg har flere gange sagt her i Parlamentet, at det er tvingende nødvendigt med en fælles indvandringspolitik, og jeg noterer mig med glæde de initiativer, man har taget på EU-plan for nylig, samt den nylige frigørelse af midler til de lande, hvor der er opstået en nødsituation. Man kan bestemt ikke se bort fra, at medlemsstaterne - hvilket måske er lidt sent - på grund af de mange tragedier i Middelhavet nu er blevet overbevist om, at indvandringsfænomenerne ikke længere udelukkende vedrører landene i EU's yderste periferi, og at de generelle målsætninger om økonomisk vækst kun kan opnås i et klima med generel sikkerhed. Denne bevidsthed vil endelig kunne overbevise dem om, at det er nødvendigt med en ligelig fordeling af ansvaret og de finansielle udgifter til grænseforvaltning. Der er tale om en reel indsats, hvilket man også kan se af de større finansielle ressourcer, som EU stiller til rådighed i de næste syv år for at styrke området med frihed, sikkerhed og retfærdighed. Et andet positivt aspekt er indførelsen af et specifikt program, der tager sigte på at regulere indvandringsstrømmene med ad hoc-midler beregnet på hjemsendelser, flygtninge og integration. Lige så vigtig er oprettelsen af et grænsekontrolagentur, selv om det desværre endnu ikke har tilstrækkeligt med personale. Jeg håber dog, at det gradvist vil nyde godt af større opmærksomhed og større finansiering. Jeg håber, at vi på denne måde kan nå frem til nogle fælles minimumstandarder for at bekæmpe illegal indvandring og regulere lovlig indvandring, og at vi kan føre en troværdig politik, hvor den enkeltes rettigheder respekteres. En troværdig politik er dog nødt til at være stringent. Vi kan ikke føre en europæisk politik, hvor vi fremmer masselegalisering og vilkårligt uddeler borgerrettigheder. Det er efterhånden almindeligt kendt, at legaliseringer ikke løser problemerne, hvis ikke indvandrernes forhold forbedres, men at de tværtimod næsten altid forværrer dem, eftersom de kun giver næring til udstødelse og udbredt kriminalitet, der ofte munder ud i terrorisme. Endelig betyder troværdighed, at vi skal fastslå principperne om solidaritet og beskyttelse af EU's friheder, og at dette skal være forbundet med respekt for lovgivningen. EU vil aldrig sige nej til at hjælpe dem, der er i nød, og dem, der virkelig ønsker at blive integreret, men når det gælder dem, der ønsker at eksportere vold, kultur, værdier og religioner, er vi nødt til at anvende nultoleranceprincippet. Det er måske ikke så rart, men det er nogle gange nødvendigt."@da2
lpv:translated text
". Arvoisa puhemies, hyvät kollegat, olen Euroopan parlamentissa käyttänyt jo monta kertaa puheenvuoron korostaakseni yhteisen maahanmuuttopolitiikan kiireellistä tarvetta ja panen mielihyvin merkille yhteisön tasolla äsken tehdyt aloitteet ja äskeisen varojen myöntämisen kriisitilanteessa oleville maille. Missään tapauksessa ei voida sivuuttaa sitä, että pikkuhiljaa tietoisuus siitä, että maahanmuutto ei koske enää pelkästään EU:n rajavaltioita ja että taloudellisen kasvun yleiset tavoitteet voidaan saavuttaa ainoastaan yleisen turvallisuuden ilmapiirissä, on herännyt jäsenvaltioissa, joiden tämänhetkisen – joskin ehkäpä jälkijunassa tapahtuneen – vakuuttumisen syynä ovat Välimerellä sattuneet lukemattomat murheelliset kuolemat. Tämän ymmärtäminen voi vihdoinkin saada maat jakamaan tasaisesti rajojemme hallinnasta johtuvat vastuut ja taloudelliset rasitukset. Kyse on todellisesta sitoutumisesta, ja lisäksi tämän osoittaa myös niiden varojen lisääminen, jotka EU seitsemän seuraavan vuoden aikana aikoo varata käytettäväksi vapauteen, turvallisuuteen ja oikeuteen perustuvan alueen vahvistamiseen. Toinen myönteinen seikka on erityisohjelman laatiminen maahanmuuttovirtojen hallitsemiseksi varta vasten pakolaisille, palauttamiseen ja kotouttamiseen tarkoitetuilla määrärahoilla. Aivan yhtä tärkeää on perustaa rajaturvallisuusvirasto, jolla ei valitettavasti edelleenkään ole tarpeeksi henkilöstöä mutta joka toivottavasti saa asteittain yhä enemmän huomiota ja varoja. Toivon, että näin toimiessamme pystymme luomaan yhteiset vähimmäisnormit laittoman maahanmuuton torjumiseksi ja laillisen maahanmuuton valvomiseksi ja että pystymme sopimaan uskottavasta yksilöiden oikeuksia kunnioittavasta politiikasta. Uskottava politiikka on pakosti tiukkaa. Sellainen eurooppalainen politiikka, johon kuuluu joukkolaillistaminen ja kansalaisoikeuksien myöntäminen erotuksetta, ei ole mahdollinen. Nykyään on laajasti tiedossa, että laillistamisella ei voida ratkaista ongelmia ilman maahanmuuttajien tilanteen parantamista ja että laillistaminen päinvastoin pahentaa lähes aina tätä tilannetta ja vain ruokkii syrjäytymistä ja laaja-alaista rikollisuutta, mikä usein johtaa terrorismiin. Lopuksi totean vielä, että uskottavuus tarkoittaa solidaarisuutta ja EU:n omien vapauksien turvaamista koskevien ihanteiden vahvistamista siten, että tähän liitetään laillisuuden kunnioittaminen. EU ei koskaan kieltäydy auttamasta apua tarvitsevia ja niitä, jotka haluavat aidosti kotoutua, mutta niihin, jotka haluavat tuoda mukanaan väkivallan, kulttuurin, arvot ja uskonnot, on sovellettava "nollatoleranssin" periaatetta. Ehkä emme pidä tästä, mutta joskus se on välttämätöntä."@fi7
lpv:translated text
"Mijnheer de Voorzitter, geachte collega’s, ik heb hier al eerder het woord gevoerd en benadrukt hoe noodzakelijk en urgent een gemeenschappelijk immigratiebeleid is. Tot mijn voldoening kan ik nu nota nemen van de recente initiatieven op communautair niveau en van de recente doorbraak bij het vraagstuk van de financiële middelen voor de landen die geconfronteerd zijn met noodsituaties. Er heeft zich een niet te verwaarlozen bewustwordingproces voltrokken onder de lidstaten. Door de talrijke tragedies op de Middellandse Zee is het - misschien te elfder ure - tot hen doorgedrongen dat de migratieverschijnselen niet uitsluitend de perifere landen van de EU aangaan, maar dat de algemene doelstellingen van economische groei alleen verwezenlijkt kunnen worden in een klimaat van algemene veiligheid. Deze bewustwording zal hen er eindelijk toe kunnen aanzetten om de verantwoordelijkheden en de financiële lasten voor het grensbeheer billijk te verdelen. Dit daadwerkelijke engagement komt ook tot uiting in de verhoogde financiële middelen die de EU voor de komende zeven jaar, in het kader van de consolidering van de ruimte van vrijheid, veiligheid en rechtvaardigheid, beschikbaar stelt. Een andere zaak die als positief moet worden beschouwd, is de invoering van een specifiek programma voor het regelen van de migratiestromen, waarmee op ad-hocbasis middelen beschikbaar worden gesteld voor terugkeer, vluchtelingen en integratie. Net zo belangrijk is de instelling van het Agentschap voor het beheer van de buitengrenzen. Ofschoon dit Agentschap helaas nog niet beschikt over adequaat personeel, hoop ik toch dat het geleidelijk aan meer aandacht en middelen zal krijgen. Ik hoop eveneens dat wij langs deze weg kunnen komen tot de invoering van gemeenschappelijke minimumnormen voor de strijd tegen illegale immigratie en voor het reglementeren van legale immigratie, en dat een geloofwaardig beleid, een beleid dat de individuele rechten eerbiedigt, op poten wordt gezet. Alleen een strikt beleid kan echter geloofwaardig zijn. Een Europees beleid voor grootscheepse legalisering, een beleid dat zonder enig onderscheid burgerschapsrechten uitdeelt, is uit den boze. Het is tegenwoordig algemeen bekend dat legalisering geen oplossing is als de situatie van de immigranten niet wordt verbeterd; sterker nog, legalisering brengt immigranten bijna altijd in een nog lastiger parket, dat marginalisatie en wijdverspreide - en vaak in terrorisme uitmondende - misdaadverschijnselen bevordert. Geloofwaardig zijn betekent tot slot dat men de idealen van solidariteit en bescherming van de vrijheden, die de EU eigen zijn, herbevestigt en dat men zich verplicht tot naleving van het recht. De EU zal nooit hulp weigeren aan degenen die hulp nodig hebben en aan degenen die echt willen integreren. Indien iemand echter geweld, cultuur, waarden en religies wil uitvoeren, moet hij of zij erop rekenen dat het beginsel van nultolerantie wordt toegepast; dit is niet wenselijk maar soms wel noodzakelijk."@nl3
lpv:unclassifiedMetadata
"a nome del gruppo UEN"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
lpv:translated text
". Herr talman, mina damer och herrar! Jag har redan vid många tillfällen tagit till orda här i parlamentet för att betona det brådskande behovet av en gemensam invandringspolitik, och jag är nöjd över de initiativ som nyligen tagits på gemenskapsnivå och de medel som nyligen frigjorts för krisdrabbade länder. Medlemsstaterna är nu övertygade, även om det kanske är lite sent, om de oräkneliga tragiska dödsfallen i Medelhavet. Det är av mycket stor betydelse att de gradvis har insett att migration inte längre bara påverkar staterna i EU:s utkant och att de övergripande målen om ekonomisk tillväxt bara kan uppnås i ett allmänt klimat av säkerhet. Genom denna insikt kan de till sist förmås att ta på sig en lika stor andel som andra av ansvaret och den ekonomiska bördan för att förvalta våra gränser. Detta är ett verkligt åtagande, och det visar sig också i de utökade ekonomiska resurser som EU kommer att frigöra under de kommande sju åren för att befästa ett område med frihet, säkerhet och rättvisa. En annan positiv aspekt är inrättandet av ett särskilt program för att kontrollera migrationsflöden med särskilda medel avsedda för återsändande, för flyktingar och för integration. Lika viktigt är inrättandet av en gränsförvaltningsbyrå, som tyvärr fortfarande inte har en tillräcklig personalstyrka. Jag hoppas dock att den gradvis kommer att få mer uppmärksamhet och större medel tilldelade. Jag hoppas att vi genom att ta detta steg kommer att kunna skapa gemensamma miniminormer för att bekämpa olaglig invandring och kontrollera laglig invandring och att vi kommer att kunna upprätta en trovärdig politik där man respekterar individers rättigheter. Men en trovärdig politik måste vara fast. Det finns ingen plats för en EU-politik där man främjar masslegalisering och urskillningslöst delar ut rätt till medborgarskap. Det är numera allmänt känt att legaliseringar inte löser problemen om inte invandrarnas omständigheter förbättras. Det är också känt att legaliseringar nästan alltid förvärrar dem i stället, och bara leder till marginalisering och utbredd brottslighet, vilket ofta leder till terrorism. Slutligen, att vara trovärdig innebär att åter bekräfta de solidariska idealen och att skydda EU:s egna friheter och att knyta detta till en respekt för lagen. EU kommer aldrig att vägra hjälpa de behövande och dem som verkligen vill integreras, men när det gäller dem som vill exportera våld, kultur, värderingar och religion så måste nolltoleransprincipen träda i kraft. Även om vi inte tycker om det är detta ibland nödvändigt."@sv21
lpv:translated text
"Κύριε Πρόεδρε, κυρίες και κύριοι, σε πολλές παρεμβάσεις μου στο Κοινοβούλιο έχω υποστηρίξει ότι έχουμε επειγόντως ανάγκη από μια κοινή πολιτική στον τομέα της μετανάστευσης, και πρέπει να δηλώσω την ικανοποίησή μου για τις τελευταίες πρωτοβουλίες σε κοινοτικό επίπεδο και την πρόσφατη αποδέσμευση πόρων για τα κράτη μέλη που αντιμετωπίζουν καταστάσεις κρίσης. Είναι κάθε άλλο παρά αμελητέο το γεγονός ότι τα κράτη μέλη, αντιλαμβανόμενα ίσως με καθυστέρηση τις πολυάριθμες τραγωδίες στη Μεσόγειο, συνειδητοποίησαν ότι τα μεταναστευτικά φαινόμενα δεν αφορούν πλέον μόνο τα περιφερειακά κράτη της Ευρωπαϊκής Ένωσης και ότι οι γενικοί στόχοι της οικονομικής ανάπτυξης μπορούν να επιτευχθούν μόνο σε ένα κλίμα γενικής ασφάλειας. Το γεγονός αυτό θα μας πείσει επιτέλους ότι είναι αναγκαία η δίκαιη κατανομή των ευθυνών και του οικονομικού κόστους για τον έλεγχο των συνόρων. Πρόκειται για μια ουσιαστική δέσμευση, όπως αποδεικνύει και η αύξηση των οικονομικών πόρων που θα διαθέσει η Ευρωπαϊκή Ένωση τα προσεχή επτά χρόνια στο πλαίσιο της εδραίωσης ενός χώρου ελευθερίας, ασφάλειας και δικαιοσύνης. Ένα άλλο στοιχείο που πρέπει να εξετάσουμε θετικά είναι η δημιουργία ενός ειδικού προγράμματος με σκοπό τον έλεγχο των μεταναστευτικών ρευμάτων με πόρους που θα προορίζονται για τους επαναπατρισμούς, τους πρόσφυγες και την ενσωμάτωση. Εξίσου σημαντική είναι η σύσταση του οργανισμού εξωτερικών συνόρων, ο οποίος δυστυχώς δεν διαθέτει ακόμη το κατάλληλο ανθρώπινο δυναμικό, αλλά εύχομαι σταδιακά να υπάρξει περισσότερο ενδιαφέρον και να ενισχυθεί με μεγαλύτερη χρηματοδότηση. Ελπίζω ότι, με αυτόν τον τρόπο, θα καταλήξουμε στη θέσπιση ελάχιστων κοινών κανόνων για την καταπολέμηση της παράνομης μετανάστευσης και τη ρύθμιση της νόμιμης μετανάστευσης και ότι θα μπορέσουμε να υλοποιήσουμε μια αξιόπιστη πολιτική που θα σέβεται τα ατομικά δικαιώματα. Ωστόσο, μια αξιόπιστη πολιτική δεν μπορεί παρά να είναι αυστηρή, καθώς δεν είναι δυνατή η εφαρμογή μιας ευρωπαϊκής πολιτικής που ευνοεί τις μαζικές νομιμοποιήσεις και παρέχει ανεξέλεγκτα το δικαίωμα της ιθαγένειας. Είναι γνωστό σε όλους πλέον ότι οι νομιμοποιήσεις δεν λύνουν τα προβλήματα και δεν βελτιώνουν τις συνθήκες των μεταναστών, αλλά αντιθέτως, στις περισσότερες περιπτώσεις, τις επιδεινώνουν, ενισχύουν την περιθωριοποίηση και τα εκτεταμένα φαινόμενα εγκληματικότητας που συχνά καταλήγουν στην τρομοκρατία. Τέλος, αξιοπιστία σημαίνει επιβεβαίωση των ιδανικών της αλληλεγγύης και της προστασίας της ελευθερίας που χαρακτηρίζουν την Ευρωπαϊκή Ένωση, επιβάλλοντας τον σεβασμό της νομιμότητας. Η Ευρωπαϊκή Ένωση δεν θα αρνηθεί ποτέ τη βοήθειά της σε όσους την έχουν ανάγκη και σε όσους επιθυμούν πράγματι να ενσωματωθούν, ωστόσο για όσους επιθυμούν την εξαγωγή της βίας, του πολιτισμού, των αξιών και των θρησκειών τους είναι πολλές φορές αναγκαίο να επιδείξουμε μηδενική ανοχή, όσο και αν αυτό δεν μας είναι ευχάριστο."@el10
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"Romano Maria La Russa,"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
lpv:translated text
"Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l'urgente necessità di una politica comune sull'immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E' tutt'altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell'UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l'UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all'integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un'agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l'immigrazione illegale e regolamentare l'immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E' ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell'UE, vincolando al rispetto della legalità. L'UE non negherà mai l'aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della "tolleranza zero", non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@lv13
lpv:translated text
"Senhor Presidente, Senhoras e Senhores Deputados, já usei muitas vezes da palavra nesta Assembleia para realçar a necessidade urgente de uma política de imigração comum e é com agrado que registo as recentes iniciativas levadas a cabo a nível comunitário e a recente mobilização de fundos a favor de países afectados pela crise. Não é coisa pouca que os Estados-Membros tenham começado, a pouco e pouco, a perceber - embora talvez já tarde, devido às inúmeras trágicas mortes no Mediterrâneo - que o fenómeno da migração já não afecta apenas os países periféricos da UE e que os objectivos gerais de crescimento económico apenas poderão ser atingidos num clima geral de segurança. Partindo desta constatação será possível, finalmente, convencê-los a assumirem a sua quota-parte de responsabilidade e de encargos financeiros na gestão das nossas fronteiras. Estamos perante um compromisso genuíno, confirmado pelos recentes recursos financeiros que a UE disponibilizará nos próximos sete anos para consolidar um espaço de liberdade, segurança e justiça. Outro aspecto positivo consiste na criação de um programa específico destinado a controlar os fluxos migratórios com fundos destinados a repatriações, refugiados e integração. Assume igual importância a criação de uma agência de gestão de fronteiras que, infelizmente, ainda não dispõe de recursos humanos suficientes, mas que espero possa, gradualmente, recolher mais atenção e mais fundos. Com este passo, espero que consigamos estabelecer normas mínimas comuns para combater a imigração ilegal e controlar a imigração legal e que possamos esboçar uma política credível que respeite os direitos dos indivíduos. Contudo, para ser credível essa política terá de ser rigorosa. Não faz sentido haver uma política europeia que promova as legalizações em massa e que distribua indiscriminadamente direitos de cidadania. Todos sabemos, hoje, não só que as legalizações não permitem resolver os problemas se não se melhorar a situação dos imigrantes, mas também que, pelo contrário, quase sempre acabam por torná-la pior, encorajando a marginalização e a criminalidade generalizada que, tantas vezes, resultam em terrorismo. Para terminar, diria que ser credível significa reafirmar os ideais de solidariedade e de defesa das liberdades próprias da UE, dentro do respeito pela lei. A UE nunca recusará ajudar quem dela necessita e quer, verdadeiramente, integrar-se. Já a quem pretende exportar violência, cultura, valores e religiões, há que aplicar o princípio da “tolerância zero”. Podemos não gostar deste princípio mas, por vezes, é fundamental."@pt17
lpv:translated text
". Mr President, ladies and gentlemen, I have already taken the floor on many occasions in this House in order to stress the urgent need for a common immigration policy, and I am pleased to note the recent initiatives undertaken at Community level and the recent release of funds intended for crisis-hit countries. The gradual realisation on the part of the Member States – which are now convinced, albeit belatedly perhaps, of the countless tragic deaths in the Mediterranean – that migration no longer just affects the States on the edge of the EU and that the general objectives of economic growth can only be achieved within a general climate of security is anything but trivial. This realisation may at last persuade them to take an equal share in the responsibility and financial burden of managing our borders. This is a real commitment, and it is also demonstrated by the increased financial resources that the EU will make available over the next seven years for the purposes of consolidating an area of freedom, security and justice. Another positive aspect is the creation of a specific programme aimed at controlling migratory flows with funds intended for repatriations, refugees and integration. Equally important is the creation of a border management agency, which unfortunately still does not have enough staff, but I hope that it will gradually benefit from more attention and funds. I hope that, by taking this step, we will be able to create common minimum standards for combating illegal immigration and controlling legal immigration and that we will be able to draft a credible policy that respects the rights of individuals. However, a credible policy can only be rigorous; there is no place for a European policy that promotes mass legalisations and that indiscriminately hands out citizenship rights. It is widely known these days not only that legalisations do not allow problems to be resolved without immigrants' circumstances being improved, but that they nearly always exacerbate them instead, merely encouraging marginalisation and widespread crime, which often result in terrorism. Finally, being credible means reaffirming the ideals of solidarity and of safeguarding the EU’s own freedoms, and tying this to respect for the law. The EU will never refuse to help the needy and those who genuinely want to integrate, but when it comes to those who want to export violence, culture, values and religions, the 'zero tolerance' principle must take effect; we may not like it, but sometimes it is crucial."@en4
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
lpv:translated text
". Señor Presidente, Señorías, ya he tomado la palabra en muchas ocasiones en esta Cámara para subrayar la urgente necesidad de una política común de inmigración, y me complace tomar nota de las recientes iniciativas emprendidas a escala de la Comunidad y de la reciente liberación de fondos destinados a los países golpeados por la crisis. El hecho de que los Estados miembros –que ahora se han cerciorado, aunque quizás con retraso, de las incontables muertes trágicas en el Mediterráneo– tomen conciencia gradualmente de que la emigración ya no afecta solo a los Estados fronterizos de la Unión Europea y que los objetivos generales del crecimiento económico solo pueden conseguirse dentro de un clima general de seguridad, no es en absoluto trivial. Esta comprensión puede persuadirles finalmente de que compartan en pie de igualdad la responsabilidad y las cargas financieras de la gestión de nuestras fronteras. Es un compromiso real y queda también demostrado por el aumento de recursos financieros que aportará la Unión Europea en el curso de los próximos siete años con el fin de crear un espacio de libertad, seguridad y justicia. Otro aspecto positivo es la elaboración de un programa específico destinado a controlar los flujos migratorios con fondos destinados a repatriaciones, refugiados e integración. Igualmente importante es la creación de una agencia de gestión de fronteras, que por desgracia todavía no tiene suficiente personal, pero espero que vaya gozando gradualmente de mayor atención y financiación. Espero que al dar este paso podamos crear normas mínimas comunes para combatir la inmigración ilegal y controlar la inmigración legal y que podamos formular una política creíble que respete los derechos de los individuos. Sin embargo, una política creíble solo puede ser rigurosa; no hay lugar para una política europea que promueva legalizaciones masivas y que reparta indiscriminadamente derechos de ciudadanía. Es ampliamente conocido en estos tiempos no solo que las legalizaciones no permiten resolver los problemas si no se mejoran las circunstancias de los inmigrantes, sino que, por el contrario, casi siempre los exacerban, simplemente al fomentar la marginación y extender el crimen, que a menudo desemboca en terrorismo. Finalmente, ser creíble significa reafirmar los ideales de solidaridad y salvaguardia de las libertades de la UE, asociando esto al respeto de la ley. La UE nunca se negará a ayudar a los necesitados y a los que quieran integrarse de verdad, pero en lo que se refiere a los que quieren exportar violencia, cultura, valores y religiones, debemos aplicar el principio de «tolerancia cero»; puede no gustarnos, pero a veces es cuestión de vida o muerte."@es20
lpv:translated text
"Herr Präsident, meine Damen und Herren! Ich habe bereits mehrfach in diesem Hohen Haus das Wort ergriffen, um auf die dringende Notwendigkeit einer gemeinsamen Einwanderungspolitik hinzuweisen, und ich nehme mit Freude die jüngsten auf Gemeinschaftsebene ergriffenen Initiativen und die kürzlich erfolgte Freigabe der Mittel für die krisenbetroffenen Länder zur Kenntnis. Die schrittweise Einsicht der Mitgliedstaaten – die nun, wenn auch vielleicht etwas spät, von den vielen tragischen Todesfällen im Mittelmeer überzeugt wurden –, dass die Migration nicht mehr nur die Staaten am Rand der EU betrifft und dass die allgemeinen Ziele des Wirtschaftswachstums nur in einem allgemeinen Klima der Sicherheit erreicht werden können, ist alles andere als unbedeutend. Diese Erkenntnis wird sie endlich davon überzeugen können, die Verantwortung und die Kosten für den Grenzschutz gerecht aufzuteilen. Das ist eine reale Verpflichtung, die auch dadurch demonstriert wird, dass die EU in den nächsten sieben Jahren für die Ziele der Festigung des Raums der Freiheit, der Sicherheit und des Rechts mehr Mittel bereitstellen wird. Ein anderer positiver Aspekt ist die Schaffung eines spezifischen Programms zur Regulierung der Einwanderungsströme, in dessen Rahmen spezielle Mittel für Rückführungen, Flüchtlinge und Integration bereitgestellt werden. Ebenso wichtig ist die Einrichtung einer EU-Agentur für Außengrenzen, die leider noch nicht über genügend Personal verfügt, doch hoffe ich, dass ihr schrittweise mehr Aufmerksamkeit und mehr finanzielle Mittel zuteil werden. Ich hege die Hoffnung, dass wir durch diesen Schritt in der Lage sein werden, gemeinsame Mindeststandards zur Bekämpfung der illegalen Einwanderung aufzustellen und die legale Zuwanderung zu regeln, und dass wir fähig sein werden, eine glaubwürdige Politik festzulegen, bei der die Rechte des Einzelnen geachtet werden. Eine glaubwürdige Politik muss jedoch streng sein; hier ist kein Platz für eine europäische Politik, die Massenlegalisierungen fördert und wahllos Bürgerrechte gewährt. Es ist heutzutage allgemein bekannt, dass Legalisierungen allein nicht nur keine Lösung der Probleme ermöglichen, da sich die Bedingungen für die Migranten dadurch nicht verbessern, sondern dass sie sie stattdessen auch fast immer verschlechtern, indem sie lediglich Ausgrenzung und allgemeine Kriminalität fördern, die oftmals zum Terrorismus führen. Schließlich und endlich bedeutet Glaubwürdigkeit, die Ideale der Solidarität und des Schutzes der Freiheiten, die der EU eigen sind, zu bekräftigen und dies untrennbar mit der Achtung der Legalität zu verbinden. Die EU wird den Bedürftigen und wirklich Integrationswilligen niemals ihre Hilfe verweigern, doch für jene, die Gewalt, Kultur, Werte und Religion exportieren wollen, muss das Prinzip der Nulltoleranz gelten, was zwar nicht wünschenswert, aber bisweilen unumgänglich ist."@de9
lpv:spoken text
". – Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già intervenuto più volte in questa sede ribadendo l’urgente necessità di una politica comune sull’immigrazione e con soddisfazione prendo atto delle recenti iniziative intraprese a livello comunitario e del recente sblocco di fondi destinati agli Stati colpiti da emergenze. E’ tutt’altro che trascurabile la consapevolezza maturata dagli Stati membri ora convinti, forse tardivamente, dalle numerose tragedie del Mediterraneo, che i fenomeni migratori non riguardano più esclusivamente gli Stati periferici dell’UE e che gli obiettivi generali di crescita economica possono essere ottenuti soltanto in un clima di sicurezza generale. Questa consapevolezza potrà finalmente convincerli a ripartire equamente responsabilità ed oneri finanziari per la gestione delle frontiere. Si tratterà di impegno reale, testimoniato anche dalle maggiori risorse finanziarie che l’UE metterà a disposizione per i prossimi sette anni nel quadro del consolidamento di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Un altro elemento da considerare positivamente è la creazione di un programma specifico volto a regolare i flussi migratori con fondi destinati ai rimpatri, ai rifugiati e all’integrazione. Altrettanto importante è la creazione di un’agenzia delle frontiere esterne che purtroppo non dispone ancora di un organico adeguato, ma mi auguro che possa gradualmente godere di maggiori attenzioni e finanziamenti. Auspico che di questo passo si possa arrivare alla creazione di norme minime comuni per combattere l’immigrazione illegale e regolamentare l’immigrazione legale e che si possa realizzare una politica rispettosa dei diritti del singolo credibile. Ma una politica credibile non può che essere rigorosa, non può esistere una politica europea che favorisce regolarizzazioni di massa e che elargisce i diritti di cittadinanza in modo indiscriminato. E’ ormai risaputo che le sanatorie non solo non consentono di risolvere i problemi senza migliorare le condizioni degli immigrati, ma che invece quasi sempre le peggiorano, alimentano solo emarginazione e fenomeni diffusi di delinquenza che spesso sfociano in terrorismo. Infine, essere credibili significa riaffermare gli ideali di solidarietà e di tutela delle libertà proprie dell’UE, vincolando al rispetto della legalità. L’UE non negherà mai l’aiuto ai bisognosi e a chi vorrà veramente integrarsi, tuttavia per chi pretende di esportare la violenza, la cultura, i valori e le religioni dovrà valere il principio della “tolleranza zero”, non è auspicabile, ma talvolta risulta indispensabile."@it12
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"a nome del gruppo UEN"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"Romano Maria La Russa,"5,19,15,1,18,14,16,11,13,12
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
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"ad hoc"5,19,15,1,18,14,16,11,10,13,4,17,20,8,12
lpv:translated text
". Monsieur le Président, Mesdames et Messieurs, j’ai déjà pris la parole à de nombreuses occasions dans cette Assemblée afin de souligner le besoin urgent d’une politique commune d’immigration, et c’est avec satisfaction que je prends acte des récentes initiatives entreprises au niveau communautaire et du récent déblocage de fonds à destination des pays touchés par la crise. La prise de conscience progressive de la part des États membres - qui sont à présent convaincus, même s’il est peut-être un peu tard, des innombrables morts tragiques en Méditerranée - que l’immigration ne touche plus seulement les États situés aux frontières de l’Europe et que les objectifs généraux de croissance économique ne peuvent être atteints que dans un climat général de sécurité est tout sauf insignifiante. Cette prise de conscience pourrait au moins les persuader d’assumer une part égale de la responsabilité et de la charge financière de la gestion de nos frontières. Il s’agit d’un véritable engagement, et il est également attesté par les ressources financières accrues que l’UE mettra à disposition au cours des sept prochaines années afin de consolider un espace de liberté, de sécurité et de justice. Un autre aspect positif est la création d’un programme spécifique visant à réguler les flux migratoires avec des fonds destinés aux rapatriements, aux réfugiés et à l’intégration. Tout aussi importante est la création d’une agence de gestion des frontières, qui ne dispose malheureusement pas encore de suffisamment de personnel, mais qui, je l’espère, bénéficiera progressivement de plus d’attention et de fonds. J’espère que, grâce à ces mesures, nous pourrons créer des normes minimales communes en vue de lutter contre l’immigration clandestine et de réguler l’immigration légale, et que nous pourrons élaborer une politique crédible qui respecte les droits des individus. Une politique crédible ne peut toutefois être que rigoureuse. Il n’y a pas de place pour une politique européenne encourageant les régularisations de masse et distribuant des droits de citoyenneté sans discernement. Il est bien connu aujourd’hui non seulement que ces régularisations ne permettent pas de résoudre les problèmes et d’améliorer la situation des immigrants, mais aussi qu’elles aggravent presque toujours celle-ci, encourageant seulement la marginalisation et la délinquance généralisée, ce qui aboutit souvent au terrorisme. Enfin, être crédible signifie réaffirmer les idéaux de solidarité et de sauvegarde des propres libertés de l’UE, et tenter de respecter la loi. L’UE ne refusera jamais d’aider ceux qui sont dans le besoin et ceux qui veulent vraiment s’intégrer. Quant à ceux qui veulent exporter la violence, la culture, les valeurs et les religions, le principe de la «tolérance zéro» doit entrer en vigueur. Il ne nous plaît peut-être pas, mais parfois, il est indispensable."@fr8
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